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Quanto costa mantenere l’auto ogni anno?

Cara auto, ma quanto mi costi? Questo è il grido di tutti gli italiani che, ogni anno, fanno i conti con le spese della loro automobile, tanto amata quanto i sacrifici sostenuti per mantenerla. Nonostante i costi alti, oggi l’auto è diventata un mezzo di trasporto fondamentale, utilizzata anche per i piccoli spostamenti in città, un mezzo comodo ed essenziale per i mille impegni di un intero nucleo familiare.

Spesso, per questo motivo, le famiglie sono costrette a sostenere ogni anno il costo di più di un’automobile, quando, ad esempio, entrambi i genitori lavorano in città diverse e in differenti orari. Secondo una statistica italiana, l’auto, insieme alla casa, rappresenta il costo più alto che le famiglie devono sostenere, che impedisce loro di mettere da parte qualche risparmio o di godersi vacanze più lunghe. Ma quanti sono ancora disposti a fare questo sacrificio? Molti italiani sono alla ricerca affannosa di un’alternativa che consenta loro di avere un mezzo di trasporto ma a costi assolutamente più convenienti.

Tutti i fattori del caro auto

Ma quali sono i motivi che rendono il mantenimento di una macchina così alto? Cosa rende il mondo dell’auto tanto caro?

  • Acquisto e manutenzione

Quello che spaventa meno un automobilista è l’acquisto di un’auto, considerato che, rispetto ai costi successivi da affrontare, quello iniziale viene lentamente ammortizzato. L’unico problema che può emergere è l’acquisto di un’auto con difetti congeniti che è soggetta, per questo, a continue riparazioni già dai primi mesi dall’acquisto. Lo stesso dicasi per l’acquisto di un’auto di seconda mano che, in alcuni casi, può rivelarsi una vera e propria “zappa sui piedi” per il proprietario.

Ne consegue che un costo importante da sostenere viene ricoperto dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, come il cambio di parti dell’auto usurate, sostituzione pneumatici e il tagliando biennale. Rientrano in questo grande calderone anche i costi accessori, come le catene da neve (dove occorrano), gli accessori per lo smartphone, in alcuni segmenti anche i mini PC che fungono da televisione, fino al seggiolone obbligatorio. Costi che sembrano irrisori ma gravano pesantemente quando sommati agli altri.

  • Carburante ed RC Auto

Considerati i veri nemici di tutti gli automobilisti, croce e delizia degli italiani, il carburante costituisce il pezzo più grande di questo grande puzzle, quello che fa girare l’ago della bilancia verso il segno meno. L’Italia, a ben vedere, detiene il triste primato dello stato con tasse IVA sul carburante più alte d’Europa. Che siano le incerte condizioni politiche del Medio Oriente e la cattiva gestione del nostro Governo nella razionalizzazione delle imposte, benzina e diesel sono diventati davvero un costo esorbitante.
Se si considera che molte famiglie possiedono due auto che si spostano quotidianamente fuori città e che sono in movimento per almeno metà della giornata, si comprende quanto la voce carburante sia davvero molto critica.

Un altro elemento è quello dell’RC Auto, un importo estremamente variabile in Italia; si consideri che esiste un grande divario tra le somme sostenute dagli automobilisti del nord e quelli del sud, con un primato per alcune regioni. La Campania, la Puglia e la Calabria, infatti, hanno standard economici di RC nettamente superiori rispetto a tutto il resto della penisola.

  • Spese marginali

Tra le spese marginali, ma non troppo, intendiamo il costo del parcheggio che ogni mese bisogna sostenere e quello del lavaggio. I pedaggi autostradali, ad esempio, influiscono negativamente su coloro che si recano a lavoro prendendo tangenziale e autostrada quotidianamente. Spese per prendere la patente, per il rinnovo e, infine, il costo delle eventuali contravvenzioni che toccano anche l’automobilista più attento.

Il divario tra Nord e Sud: quali sono le regioni complessivamente più svantaggiate?

Secondo uno studio di settore effettuato tra il 2018 e il 2019, vi sono alcune regioni del sud particolarmente penalizzate dal costo auto e sono la Campania, con una spesa annua complessiva che si aggira intorno ai 2.000€, seguita dalla Puglia con circa 1.900€ e la Calabria, con 1.800€. L’Umbria e il Veneto si aggirano sullo stesso livello ma con una minorazione del 14% rispetto agli anni passati. Segue il Molise, che vive un momento di ribasso costi nell’ultimo anno, tale da raggiungere la cifra di 1.500€, e la Liguria, dove il costo ruota intorno ai 1.400€ in modo stabile. Sebbene vi siano delle oscillazioni, si nota come il costo sia comunque elevato, per questo alcune associazioni di automobilisti hanno stilato una lista di consigli per consentire agli italiani di spendere meno e in modo intelligente.

Quali strategie per risparmiare sui costi auto?

Come anticipato, risparmiare è possibile se si adottano determinate strategie e si fanno le giuste scelte.

  • RC Auto competitiva: scegliere in modo oculato l’RC Auto più vantaggiosa per le proprie esigenze è possibile, basta richiedere dei preventivi sulle piattaforme web dove vengono inseriti i propri dati, quelli dell’auto e della località dove si vive. Vi sono siti che mettono a confronto le diverse società assicurative a parità di dati inseriti, in modo da facilitare al massimo il compito di chi chiede informazioni. La scelta sbagliata può far lievitare in modo esponenziale il costo annuo, già così alto.
  • Auto AFV: decidere di acquistare un’auto elettrica resta una delle scelte migliori da fare, grazie a costi bassi, assicurazione minima e grande rispetto per l’ambiente. Secondo uno studio dell’Associazione Nazionale Industria Automobilistica, in Europa c’è una forte crescita del fenomeno, tanto che si registrano circa 200 mila immatricolazioni tra UE ed EFTA. Regno Unito, Francia e Norvegia sono addirittura seconde al Belpaese, che ha registrato 50 mila immatricolazioni negli ultimi anni. Un buon risultato che, se ben canalizzato e pubblicizzato, può portare ulteriori incrementi a beneficio del conto in banca e dell’ambiente.
  • Car sharing: il fenomeno del car sharing è molto antico, soprattutto tra i ragazzi, ma sta aumentando anche tra gli adulti perché consente un’effettiva razionalizzazione dei costi. Si tratta di condividere la propria auto con altre 3 o 4 persone che, ogni giorno, devono dirigersi negli stessi luoghi di lavoro. In tal modo, l’auto viene presa a turno da tutti e 4, dividendo spese di pedaggi autostradali, parcheggio e carburante, dimezzando i costi e anche l’auto è soggetta a spese di manutenzione per usura inferiori. In Italia, il fenomeno è stato accolto positivamente in molte regioni, in particolare a Milano, Firenze, Roma e Torino.
  • Noleggio auto: anche il noleggio auto lungo termine privati può essere considerato in modo favorevole. Il noleggiatore a lungo termine sceglie periodicamente l’auto che preferisce pagando un canone mensile non alto, senza alcuna responsabilità in termini di assicurazione e manutenzione.

Come sopra illustrato, risparmiare è possibile se si sceglie in modo oculato ogni aspetto dell’auto, dall’acquisto alla manutenzione, fino ad un’attenzione maggiore al codice della strada che, quando rispettato, evita le fastidiose contravvenzioni.

Pulizie profonde e durature in metà tempo e senza fatica

Pulire la casa in maniera approfondita e duratura richiede tempo e fatica, così come la pulizia di locali di grande metratura, come ad esempio: bar, ristoranti, strutture pubbliche, e quant’altro; la tecnologia però ci viene in aiuto con macchine pensate proprio per aiutare a effettuare pulizie efficaci in breve tempo e con poca fatica, oggi in commercio si trovano tantissimi elettrodomestici che possono essere un valido supporto nelle pulizie di qualsiasi tipo di ambiente, ma fra tutti forse uno dei più efficaci ma anche il meno conosciuto è l’idropulitrice.

Per aziende o privati la soluzione è sempre geniale

Macchine per la pulizia che vengono prodotte principalmente per uso industriale, sono dispositivi di grandi dimensioni che riescono a pulire contemporaneamente superfici di molti metri quadri. Ma esistono anche delle versioni delle stesse macchine di dimensioni ridotte, che possono essere utilizzate per delle pulizie private, ovvero per appartamenti e Ville. Questo mercato negli ultimi tempi ha registrato una forte impennata, poiché le macchine vendute sono sempre di più. E gli acquirenti non sono più soltanto le grandi aziende o le realtà pubbliche, ma anche i privati che decidono di acquistare un’idropulitrice per le pulizie casalinghe. I costi e la manutenzione di un’idropulitrice non sono certo paragonabili a un comune elettrodomestico per la casa, ma la spesa comunque è compensata dalle eccellenti prestazioni; una macchina che igienizza, pulisce, lava, e asciuga contemporaneamente non è cosa da poco.

Acqua calda o fredda

A questo proposito possiamo anche sottolineare che non è necessario acquistare un’ idropulitrice nuova, sono valide anche le idropulitrici usate, poiché sono macchine costruite con materiali di prima qualità e pensate per durare nel tempo, capaci di sopportare molte ore di lavoro e a lunga scadenza. L’utilizzo dell’idropulitrici è molto semplice la macchina viene caricata con dell’acqua, dove è stato mescolato del detersivo apposito, è una volta azionata emette dei getti d’acqua spinti da una forte pressione, che in breve tempo disgregano lo sporco e lo raccolgono, come ultima azione la macchina asciuga il pavimento. In questo modo una volta che si è finito di passare l’idropulitrice il lavoro è completamente fatto e compiuto, con un grosso risparmio di tempo e di fatica.

Un ottimo affare

Ecco perché acquistare un’idropulitrice anche usata può essere un ottimo affare, queste macchine sono composte da una pompa dell’acqua ad alta pressione azionata da un motore che può essere sia a benzina che elettrico. Alcune macchine hanno la variante aggiuntiva di una caldaia che riscalda l’acqua, in modo da effettuare la pulizia con acqua calda, anziché con acqua fredda. Ovviamente è un tipo di macchina che va utilizzata in maniera consapevole. Perché se non si conosce perfettamente la modalità d’uso può essere pericolosa, per incidenti e malfunzionamenti. Ma questo vale comunque per qualunque elettrodomestico ci si appresti ad utilizzare. Se siamo intenzionati ad acquistare un idropulitrice usata è possibile trovare informazioni consigli e soluzioni anche in rete ad esempio consultando i siti dedicati a questo tipo di macchine.

Abitazioni antisismiche nel Nord Italia

Per comprendere la situazione sismica nel Nord Italia si utilizzano le cartine geografiche dell’Italia con la classificazione sismica al 2015 disegnata e distribuita dal Dipartimento della Protezione civile (Presidenza del Consiglio dei Ministri) Ufficio Rischio sismico e vulcanico. La suddivisione in zone è confermata nelle diverse variazioni dei Decreti Ministrativi che elaborano i testi con le norme antiterremoto che devono seguire scrupolosamente anche costruttori, ingegneri e progettisti edili. Nel NTC08/09 e 2018 si unisce una metodologia di calcolo più precisa basata sulla suddivisione del territorio italiano in punti da categorizzare in zona a rischio basso, medio, medio alto, altissimo.  I Gradi sono quattro: zona 1 intende sismicità alta, zona 2 sismicità medio alta, zona 3 sismicità medio bassa, zona 4 sismicità bassa.

Nel Nord Italia buona parte dei comuni, soprattutto verso il confine svizzero registrano una sismicità molto bassa, una zona 1 quindi rischio alto si registra nel Friuli (Terremoto del 1976). Lombardia (catena Alpi Trentine) e Liguria registrano zone sparse con livello medio. Analizzando la situazione globale italiana si conferma che il territorio italiano presenta attività sismica sull’80% della Penisola più la Sicilia, mentre la Sardegna rimane fuori dal rischio elevato. Il 20% di zone non sismiche o dal rischio basso si concentra nel Nord superando il confine di Marche, Toscana e Liguria, quest’ultima presenta la costa con sismicità 4 e i confini orientali e occidentali con rischio medio basso.

Progettare abitazioni antisismiche

Vanoncini SPA, società edile importante di Bergamo, costruisce abitazioni antisismiche in tutta Italia. Il suo fondatore, Piento Antonio Vanoncini ha introdotto nei primi anni Ottanta la costruzione con sistema a secco, applica buona parte delle conoscenze acquisite collaborando e studiando le imprese, i sistemi edili e i protocolli tedeschi (DIN). Oltre a costruire ha sviluppato delle ricerche scientifiche elaborate a livello accademico con il Politecnico di Milano.

Il sistema costruttivo a secco riesce a garantire qualità tecnica e strutturale utile per progettare abitazioni antisismiche, l’apertura del cantiere però deve essere anticipata da una’analisi del territorio e del suo rischio sismico, come abbiamo visto anche nel Nord Italia i terremoti possono mettere a rischio le case e la nostra penisola naviga su due placche, quella asiatica e africana, che cambieranno i dati e le informazioni finora scritte.

Il ruolo dell’ufficio tecnico

Le nuove norme indicate nel testo di legge NTC2018 impongono di inserire già nel progetto informazioni relative alla sicurezza antisismica delle costruzioni con test specifici sulla resistenza dei materiali, sulla possibilità di non correre rischi e salvarsi in caso di calamità. Uno degli studi tecnici Vanoncini ha questo compito, insieme ai suoi esperti, geologi e ingegneri, attua queste ricerche ed inserisce questi dati nel futuro progetto:

  • presenza di spazi definiti setti o nuclei di irrigidimento che hanno lo scopo di assorbire onde orizzontali del sisma;
  • sistemi anticollasso (gerarchia delle resistenze) che permettono in caso di terremoto forte il danneggiamento di travi o pareti prima che nelle strutture in modo che l’edificio pur non evitando crepe e danni non crolli al primo movimento
  • attenzione ai nodi strutturali che devono essere collegati con staffette specifiche e adeguate
  • presenza di dissipatori che rompendosi riescono a contrastare e disperdere l’energia del sisma che ricadrebbe sulla parte strutturale provocando l’immediata caduta dell’edificio.
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Rimessaggio della barca in inverno

I nemici delle imbarcazioni in inverno, di qualunque tipo esse siano, sono molteplici. Per questo, un attento ed efficiente rimessaggio è indispensabile per salvaguardarne lo stato ottimale.

In questo articolo analizzeremo quelli che sono gli elementi naturali da temere, durante la stagione fredda, quando il mezzo non viene utilizzato, ed espliciteremo l’iter completo per un perfetto rimessaggio.

I rischi per l’imbarcazione durante il rimessaggio invernale

  • L’umidità. In assoluto il nemico più temuto per le imbarcazioni in inverno. L’ossidazione, in particolare della pompa di sentina, sempre a rischio arrugginimento, è un pericolo davvero concreto. Per prevenire questa dannosa fatalità, è bene effettuare un’attenta pulizia e agire con spray isolanti e antiossidanti. Questa stessa procedura è da applicare anche sui cavi che formano l’impianto e sulla batteria, con particolare attenzione ai poli in rame e ai contatti. Tutti i dispositivi VHF e gli elementi elettronici andranno tolti dall’imbarcazione, onde evitare danni dovuti all’umidità.
  • Il sale. L’acqua marina è molto pericolosa se lasciata ristagnare nelle tubature dell’imbarcazione. Per questo, come vedremo meglio in seguito, è necessario far scorrere acqua dolce con sapone attraverso l’impianto idraulico in modo da eliminare il sale.
  • La corrosione. È necessario salvaguardare le componenti di coperta da questo fenomeno, rimuovendo bozzelli e scotte, dopo averli igienizzati con sapone e acqua dolce, e custodirli in posti non umidi.
  • La poca aerazione. Questo fenomeno fa sì che si creino cattivi odori e che si abbassi il livello di igiene generale in sottocoperta. È bene assicurarsi di pulire e areare gli spazi interni efficacemente.

Dopo aver elencato i principali nemici invernali delle imbarcazioni e aver accennato brevemente ad alcune soluzioni, vediamo nel dettaglio quali sono tutti i passaggi da eseguire, per il corretto rimessaggio della vostra barca in inverno.

Iter di rimessaggio invernale della barca

  1. Svuotare la barca: è essenziale ridurre al minimo la presenza di attrezzature, specialmente se si tratta di quelle mobili o sportive, di quelle elettroniche e dei dispositivi di sicurezza come i razzi di segnalazione, gli estintori e i giubbotti di salvataggio. Questa operazione può rappresentare la giusta occasione per assicurarsi che sia tutto in buono stato e che le date di scadenza di utilizzo siano ancora lontane.
  2. Il secondo step riguarda sicuramente il motore. È necessario lavarlo con acqua dolce per rimuovere presenze saline, sostituire l’olio e togliere il carburante. Bisogna poi assicurarsi di cambiare i filtri dell’olio e del carburante, la girante della pompa idraulica e gli anodi ai quali si può accedere. È indispensabile lubrificare tutto il blocco del motore e ingrassare le viti. Questa operazione è una completa manutenzione, una rimessa a nuovo, che permetterà all’imbarcazione di essere funzionante nella stagione successiva.
  3. Successivamente bisogna dedicarsi alle batterie, per le quali è vivamente sconsigliata la permanenza a bordo in inverno. Meglio scegliere un luogo asciutto per poi ricaricarle. Qualora non fossero removibili, è necessario controllarle e procedere con una ricarica una volta al mese per evitare che si scarichino oltre il 70% e dunque siano irrimediabilmente inutilizzabili.
  4. Il quarto step del rimessaggio dell’imbarcazione in inverno riguarda certamente la pulizia, da attuare con prodotti ecologici e il vecchio e caro olio di gomito. Tutta la barca dovrà essere finemente ripulita, sia gli ambienti esterni che quelli interni, prima di coprirla con i teli appositi.
  5. Pulire il sistema idraulico dal sale, è uno passaggio molto importante e può essere svolto con sapone e acqua dolce prima di svuotare totalmente i serbatoi per evitare ristagni. Questo vale anche per lo scaldabagno. L’antigelo è decisamente consigliato per la protezione dell’intero impianto.
  6. Se la vostra barca è a vela, è necessario dedicare del tempo al loro lavaggio, per poi farle asciugare e ripiegarle con la massima cura. È utile conservare le vele durante l’inverno in un luogo asciutto. Inoltre, si consiglia di lubrificare carrelli e bozzelli sulla coperta e sull’albero. Sicuramente il rimessaggio di imbarcazioni a vela richiede passaggi ulteriori e più faticosi rispetto ad altri tipi di imbarcazione.
  7. Occuparsi di sondare lo stato di elica e mozzo, così da provvedere a sostituire eventuali pezzi danneggiati.
  8. Provvedere a proteggere le prese di corrente e gli innesti dei punti luce dall’umidità, spruzzando del lubrificante e avvolgendo le prese stesse con nastro isolante, in modo da garantire che non si deteriorino.
  9. Prima di apporre teli sopra tutta l’imbarcazione, per un rimessaggio corretto della barca è indispensabile areare i locali, lasciando aperti armadi e gavoni, per una massima ventilazione. L’utilizzo di un deumidificatore è consigliatissimo.
  10. Una volta terminati tutti i passaggi appena descritti, è consigliabile proteggere l’intera imbarcazione attraverso un telo copribarche termoretraibile Poliplast, che andrà posato con l’aiuto di una termopistola per farlo aderire all’intera imbarcazione. È un’operazione consigliata soprattutto se prevedete un rimessaggio di medio-lungo periodo (oltre i 3 mesi), anche se questo avviene al coperto. I teli sono idrorepellenti e proteggono la barca sia durante il rimessaggio e il trasporto da polvere, sporco, insetti ed escrementi di volatili. Se ben posati, i teli termoretraibili permetteranno una protezione totale alla barca, evitando bolle d’aria all’interno e l’eventuale formazione di umidità.
    Ed ecco un trucco per voi: per evitare qualsiasi potenziale ristagno d’aria, praticate alcuni fori di piccole dimensioni in alcuni punti del telo per far “respirare” la barca. I più tecnologici utilizzano anche un piccolo deumidificatore posto al centro dell’imbarcazione per garantire il corretto ricircolo d’aria.

Rimessaggio invernale della barca: materiali utili

Prima di avventurarvi in tutto il complesso iter di manutenzione volto al rimessaggio invernale della vostra imbarcazione, ecco di cosa dovete assolutamente essere provvisti:

  • carburante e stabilizzatore qualora preferiate lasciare il serbatoio pieno;
  • lubrificante o olio per motore;
  • teli coprenti trattati con idrorepellente;
  • soluzione antigelo;
  • sapone ecologico per pulizia dei vetri e per vinile, insieme a un prodotto protettivo;
  • spugne delicate e panni morbidi;
  • nastro isolante;
  • manuale per la manutenzione, utile in caso di dubbi.

Per concludere, è bene fare presente che, sebbene la vostra imbarcazione sia perfettamente ricoverata, l’ideale è farle delle manutenzioni periodiche, per accertarsi che non si verifichino degli imprevisti in grado di danneggiarla.

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Definire i confini di proprietà: le recinzioni elettrosaldate sono le più efficienti

Un’introduzione al mondo dei confini delle proprietà (e delle reti elettrosaldate)

Nel corso degli ultimi anni, fra le notizie che si sentono maggiormente ai telegiornali ci sono quelle relative ad intrusioni domestiche, furti con scasso ed effrazioni di ogni genere; per questo motivo, bisogna prendere opportune precauzioni, specialmente per quanto concerne la definizione dei propri confini di proprietà e degli strumenti ideali per delimitarli, ossia le più recenti ed efficaci recinzioni elettrosaldate.

Oltre a tener conto delle mappe catastali, ci sono anche altri modi per delimitare il confine di una proprietà, come ad esempio concordare con il proprio vicino una zona limite fra le due abitazioni, di modo da non avere problemi, oppure sfruttare siepi, alberi, muri o, per l’appunto, recinzioni, come confine invalicabile.
È possibile avere un’idea di dove sono i confini per la proprietà guardando il piano catastale. La maggior parte dei piani catastali non mostra i confini esatti, visto che non è un’informazione particolarmente utilizzata e consultata, sebbene in alcuni casi sia estremamente importante consultare queste mappe, per poter comprendere se sia possibile o meno espandere la proprietà e, in caso affermativo, in che direzione e in quale misura.
Infatti, una volta apportate delle modifiche ai confini, è possibile recarsi presso gli uffici del proprio Comune di residenza e far aggiornare le mappe catastali.

Fra le recinzioni maggiormente utilizzate ed efficaci, in quest’ottica, citiamo quelle elettrosaldate, ossia una griglia prefabbricata composta da fili incrociati a una specifica distanza, in base alle esigenze di chi richiede questo tipo di servizio.
Le reti elettrosaldate possono essere prodotte con filo laminato a freddo, con un diametro minimo di tre millimetri, e filo laminato con un diametro anche cinque volte maggiore. Questo tipo di rete risulta essere facilmente applicabile e viene utilizzata maggiormente nell’ambito della pavimentazione, sia domestica che industriale, rinforzi della muratura (in particolar modo il cemento armato) e per quanto concerne la restaurazione della propria abitazione.

Come determinare i confini di un lotto

Le linee di confine sono i punti definiti in cui finisce la proprietà di una persona e inizia quella dei propri vicini. Questi dettagli possono essere trovati sull’atto di proprietà, sulla planimetria ricevuta nel momento in cui è stata acquistata la casa o consultando le mappe catastali conservate presso alcuni uffici del Comune di residenza, detti per l’appunto Uffici Catastali o Catasto: consultare queste informazioni consente di comprendere come e dove posizione strutture e delimitatori di proprietà, come le recinzioni elettrosaldate, per l’appunto.

Erigere una struttura come una recinzione, infatti, o occupare abusivamente una parte del terreno di un’altra persona, può portare a cause legali e situazioni spiacevoli con i vicini. I punti di riferimento utilizzati per definire i confini di una proprietà sono punti fissi che è possibile utilizzare per misurare. Utilizzando un metro a nastro, infatti, si ha la possibilità di misurare la distanza punto a punto da ciascuno dei punti di riferimento per delineare le dimensioni della proprietà come mostrato sulle mappe del Catasto. Inoltre, bisogna controllare nel dettaglio l’atto di acquisto della propria abitazione o terreno, visto che all’interno dello stesso è presente una mappa, talvolta leggermente approssimativa, in grado di stimare i confini, come viene descritto in coda al rogito controfirmato dal notaio.

Un’altra opportunità è quella di rivolgersi presso il Catasto, per ottenere le mappe ufficiali e consultarsi con un impiegato sulla possibilità o meno di mettere in atto una serie di idee, come costruire una rimessa oppure circondare la proprietà con una rete elettrosaldata zincata e grigliata, tanto resistente quanto efficiente.

Cosa bisogna sapere sulle recinzioni metalliche elettrosaldate

In moltissimi casi, la clientela mostra di avere delle specifiche esigenze, motivo per cui ogni produttore di recinzioni elettrosaldate deve specializzarsi nella produzione di reti di piccole e grandi dimensioni, accompagnando una grande disponibilità ad una flessibilità produttiva.
La spaziatura dei fili e le configurazioni dei diametri sono pressoché infinite, motivo per cui è possibile produrre una rete metallica saldata personalizzata.

La rete metallica saldata è costruita con due fili ortogonali che vengono uniti insieme nelle loro intersezioni usando un processo di saldatura a resistenza per formare una griglia. I fili di linea della griglia sono legati fra loro attraverso il saldatore creando un vero e proprio pattern, che si ripete lungo tutta la rete. La macchina fa fondere insieme i fili incrociati ortogonalmente per creare i due piani distintivi che formano la rete metallica saldata, sfruttando alcune delle migliori saldatrici presenti sul mercato, le CNC.

I fili di linea, i più lunghi e spessi ad essere utilizzati in questo processo, sono accuratamente posizionati per impostare la spaziatura adeguata per creare la larghezza del pannello desiderata, dando vita a quella che si definisce trama.
I materiali con cui vengono realizzate le reti elettrosaldate devono soddisfare una serie di canoni ben precisi, quali ad esempio la necessità di offrire prestazioni di alto livello, una resilienza notevole e una grande resistenza a urti e fenomeni di corrosione. In generale, per questo tipo di applicazioni vengono utilizzati acciaio liscio, prezincato, acciaio inossidabile, galfan (una lega innovativa composta principalmente da zinco e alluminio) e acciaio resistente agli agenti atmosferici.

La finitura secondaria può essere utilizzata per proteggere la rete metallica saldata o per migliorare l’estetica generale del prodotto. Per la rete metallica saldata vengono sfruttate le tecniche di rivestimento a polvere, zincatura a caldo e placcatura decorativa, laddove il cliente lo richieda esplicitamente.

Qualche consiglio per installare una recinzione elettrosaldata senza problemi

  • Il tallone d’Achille di qualsiasi recinto composto da un filamento metallico, sia esso un filo ad alta resistenza, un filo saldato, un filo pesante o un collegamento a catena, è la tensione a cui lo stesso viene sottoposto. Mantenere la tensione corretta su una linea di recinzione impedisce che si pieghi o si spezzi, nel peggiore dei casi. Con un recinto di filo saldato è possibile evitare cedimenti e piegamenti, utilizzando anche dei semplici paletti in legno per facilitare l’installazione della rete.
    Il serraggio della tensione può essere ottenuto anche adoperando alcuni attrezzi specifici, come ad esempio una pinza, evitando che il recinto assuma delle forme indesiderate a contatto con il terreno, piegandosi innaturalmente.
  • La maggior parte delle recinzioni realizzate con filo saldato sono installate usando recinzioni metalliche, ma non tutte sono create allo stesso modo. Le recinzioni metalliche con inserti metallici standard sono quelle più comunemente usate, ma se desiderate qualcosa di più attraente dei pali di metallo del tipico color verde, o state usando la recinzione per racchiudere il bestiame e volete usare la scherma elettrica, ci sono opzioni migliori. Una recinzione in PVC, ad esempio, non richiede isolanti tra la recinzione e il cavo elettrico. I fori presenti lungo i fili della recinzione sono perfetti anche per il filo spinato.
    Inoltre, le recinzioni metalliche in PVC sono esteticamente più belle delle loro controparti in metallo verde, non arrugginiscono e sono dotate di garanzie a vita contro i difetti tipici del metallo: per questo motivo, le recinzioni elettrosaldate sono in genere rivestite da un sottile strato di PVC, per renderle ancora più performanti, e combinare le caratteristiche di questi due materiali.
  • Nel momento in cui ci si affaccia al mondo delle recinzioni elettrosaldate, vi sono a disposizione una quantità di possibilità oltre ogni immaginazione, ma bisogna tenere a mente giusto un altro paio di cose: più piccola è l’apertura, più costoso sarà il filo; maggiore è la dimensione del calibro, più sottile è il filo. Dunque, un cavo di calibro 23 è più sottile di un 14 e può essere impostato a intervalli di 10 piedi o più piccoli, sapendo che più i pali sono vicini più forte è il recinto.
    Queste piccole informazioni tecniche, sul lungo periodo, possono risultare fondamentali per quanto concerne costi e manutenzione di cui la recinzione, inevitabilmente, necessiterà con il passare degli anni.
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3 siti garantiti per le recensioni sui notebook: acquisto sicuro

State cercando un nuovo PC laptop ma non sapete quale modello scegliere? Avete trovato il modello ma non siete certi che vi soddisferà dal punto di vista delle funzionalità o se presenta difetti sostanziali?

Nel 2019 questo non è più un problema. Infatti, è possibile fare riferimento a numerosi siti che si occupano di informatica, telefonia o gaming. Al loro interno troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno.
Scendiamo, quindi, nello specifico.

Topnotebook.net

Gestito da Simone Maestri, questo sito permette il confronto fra diversi modelli molto diffusi, raggruppati per numero di vendite, fascia di prezzo o rapporto qualità-prezzo, confrontati in ogni minima caratteristica.

Ecco alcuni esempi. In bacheca è possibile trovare la recensione del laptop Huawei Matebook D, uno fra i più diffusi al momento per rapporto qualità-prezzo imbattibile, trattandosi di un modello altamente prestazionale a prezzi molto più bassi rispetto ai competitor.
Venduto a circa 680 €, rappresenta un best-buy con processore Ryzen R5-2500 della AMD. Quad core, consente di lavorare ad una frequenza massima di 3,90 Ghz e 8 Gb di RAM, che fanno molto comodo. A completare la dotazione, un pannello Full HD da 15.6 pollici e un SSD da 256 Gb.

Segue il modello Pavilion 15-cw0010nl, sempre HP, che nella fascia notebook fra i 400 e i 500 € rappresenta forse il migliore. Design molto curato, è caratterizzato da una Cpu AMD Ryzen 5 2500U e una SDRAM ddr4-2400 da 8 Gb. La memoria SSD da 256 Gb completa il quadro di questo fantastico laptop.

S-m-webblog.com

Se avete notato, nella sezione “Chi siamo” è possibile trovare sempre lo stesso Simone Maestri.
Questo vuol dire che la sua grande passione gli permette di gestire due siti sulla stessa tematica, ovviamente non uguali, poiché nel suo blog personale si occupa di recensioni ben più approfondite del primo sito. In ogni caso, garantisce su s-m-webblog.com la presenza di articoli e recensioni che accontentano ogni richiesta.

HDblog.it

Difficile non conoscerlo nel settore informatico, è un grande portale che racchiude numerosi editori e utenti che ogni giorno commentano svariati post. È possibile trovare veramente di tutto, anche una recente sezione HD Motori. Questo fa capire quanto variegato sia questo sito.

Al suo interno è infatti possibile trovare ogni tipo di modello, dai più comuni Samsung o Apple, fino alle peggiori cinesate, provate soltanto per informare i possibili acquirenti. In questo modo, vengono diffusi anche marchi di dubbia qualità che possono risultare, però, molto qualitativi.
Questo blog si articola con una sezione per ogni modello, con dubbi e domande che possono soddisfare la curiosità di chiunque.

Così, quando dovrete cercare qualche modello, basterà semplicemente usare la barra di ricerca all’interno del sito, oppure scorrere poco a poco tutti i post.

Un esempio? All’inizio del sito troveremo numerosi articoli. Ad esempio, è possibile trovare un articolo sui vari rumors di modelli che usciranno a breve, come nel caso del MacBook con 5G già nel 2020. Tutte le informazioni captate in rete, vengono infatti accumulate all’interno della sezione Notizie, per non farsi sfuggire nessuno scoop!

Ancora, troviamo articoli riguardo vecchi modelli oppure future uscite di notebook: ne è l’esempio l’articolo sui nuovi laptop Lenovo in arrivo.
Tra questi troviamo il Chromebook C340-11, erede del modello C300 dell’anno scorso, basato sempre su dimensioni di 11 pollici, ma con Cpu Intel Celeron N4000 e Gpu Intel Graphics UHD 600.

Per chiarire ogni dubbio, in conclusione, vi basterà cercare su questi siti, che vi garantiranno la presenza di tutte le informazioni possibili sul modello che state cercando.

Archi Gonfiabili come soluzioni di visibilità

Durante eventi sportivi, concerti e manifestazioni di vario genere si ricorre spesso all’utilizzo degli archi gonfiabili che sono soluzioni molto interessanti e d’impatto dal punto di vista della visibilità.

Una delle caratteristiche più importanti di queste strutture è il fatto che possono essere installate e rimosse con estrema semplicità e in tempi brevi, caratteristica che non hanno soluzioni simili realizzate in materiali tradizionali: inoltre sono disponibili in tanti formati differenti e garantiscono elevati livelli di esposizione ai loghi e ai marchi che vengono inseriti sopra di essi.

Altro particolare da non sottovalutare è il fatto che possono essere realizzati sulla base delle richieste ed esigenze del cliente per quanto riguarda la forma e le dimensioni degli stessi: aziende come Gonfiabili-Pubblicitari.com realizzano ogni anno tanti modelli di archi gonfiabili.

L’utilizzo di queste strutture è preponderante per quanto riguarda gli eventi sportivi (basti pensare ai punti di partenza e di arrivo delle gare di ciclismo o di moto cross ma vengono impiegati anche per altre tipologie di eventi sportivi) ma negli ultimi anni capita sempre più spesso di vederli anche in altre tipologie di manifestazioni quali fiere, concerti e mostre. Sempre più spesso vengono anche utilizzati per inaugurazioni di attività commerciali o per eventi istituzionali.

L’elevato livello di personalizzazione permette di inserirvi sopra diversi banner pubblicitari che possono pubblicizzare il brand dell’azienda così come un claim o dei prodotti: inoltre, essendo posizionati in punti strategici e essendo fatti con colori accesi, garantiscono elevati livelli di visibilità agli sponsor che li utilizzano.

Dal punto di vista tecnico i banner possono essere applicati tramite stampa diretta oppure con degli striscioni che possono essere cambiati: questa seconda soluzione può essere l’ideale per aziende di piccole dimensioni con budget ridotti che possono quindi cambiare i loghi e i claim riutilizzando la stessa struttura.

Le aziende che li producono sono sempre di più e il mercato sta diventando sempre più competitivo: molte aziende oltre a produrli per la vendita, li noleggiano anche rendendoli quindi accessibili a chi vuole spendere meno e utilizzarli solo una volta. Va anche detto che, visti i costi piuttosto accessibili, l’acquisto risulta essere più vantaggioso.

Altra caratteristica interessante è il fatto che qualora si rompano possono essere riparati senza doverli buttare via e acquistarne degli altri.

Le aziende che li utilizzano vanno dalle aziende di piccole dimensioni che li usano a livello locale, fino alle grandi aziende e ai brand multinazionali che se ne servono per i loro obiettivi di marketing e comunicazione: tante aziende nel campo automotive (Audi, Mercedes, etc.) li utilizzano per le presentazioni delle auto così come durante altri eventi per pubblicizzare i propri marchi. Anche nel campo dell’entertainment e degli show televisivi (Xfactor, Grande Fratello, etc.) il loro utilizzo ormai è sempre più frequente contribuendo al successo degli eventi che vengono realizzati.

Queste strutture quindi presentano tanti vantaggi dal punto di vista dei costi, dell’ implementazione e anche della forza lavoro che richiedono in quanto ci vogliono poche persone per installarli così come per rimuoverli.

Arredamento, come scegliere quello migliore per la propria casa al mare

Ormai l’estate è arrivata e le alte temperature stanno cominciando a sfiancare tutti coloro che sono rimasti in città. È chiaro che, in mente, l’unico pensiero è rappresentato dalle vacanze, facendo la conta dei giorni che mancano prima di poter partire e staccare finalmente la spina dalle usuali attività quotidiane, sia di lavoro che a casa.

La casa al mare rappresenta la soluzione ideale per tutti coloro che vogliono trovare un po’ di relax e di serenità “scappando” dalla quotidianità. Chi ha la fortuna di poter contare su una seconda casa al mare, in questo periodo sta pensando a come arredarla nel migliore dei modi.

Arredamento casa al mare: stile e tinte cromatiche

L’arredamento è uno di quei settori che stanno riscontrando un trend particolarmente positivo, esattamente come sta avvenendo per il gioco d’azzardo. Un gran numero di giocatori sta sfruttando il boom delle applicazioni per puntare e scommettere su device mobili. È fondamentale, però, scegliere solamente quei casino online con bonus autorizzati e sicuri, evitando di avere a che fare con delle brutte sorprese dopo aver creato il proprio conto di gioco, cercando sempre il marchio AAMS, garanzia di sicurezza e affidabilità.

Uno dei consigli migliori per arredare la casa al mare è quella di cercare di sfruttare nel migliore dei modi gli spazi che si hanno a disposizione. Cercate, in modo particolare, di predisporre un ambiente interamente dedicato a trascorrere soprattutto le serate in compagnia di amici e parenti: garantire il massimo livello di comfort deve essere il vostro obiettivo primario.

Quindi, meglio puntare su dei divani molto comodi, magari ad affiancare a delle poltroncine caratterizzate da colorazioni molto chiare, costruite usando materiali del tutto particolari, come ad esempio quelle in vimini. L’importante è scegliere dei materiali che siano in grado di garantire un alto livello di resistenza nei confronti della muffa e dell’umidità, che potrebbero colpire i mobili esterni nei vari mesi in cui la casa rimane vuota.

Rinfrescare le pareti

Se proprio volete osare e puntare su qualche tinta cromatica particolare, allora potete farlo con i cuscini. In questo caso tutto va bene: la priorità è quello di trasmettere freschezza e allegria all’intero ambiente. Un altro aspetto molto interessante è quello che punta tantissimo sulla valorizzazione delle pareti. La soluzione migliore è quella di puntare su delle tinte chiare e delle colorazioni neutre, come ad esempio il bianco.

La carta da parati può essere un ottimo strumento, soprattutto quella con dei temi nautici, per inserire un po’ di freschezza e di tocco innovativo sulle pareti. Va benissimo anche la carta da parati con dei paesaggi marini: l’importante è non scegliere tematiche che non hanno alcun legame con il mare e le vacanze. La cura dei dettagli deve essere perseguita optando anche per elementi che ricordano il mare, come ad esempio conchiglie e stelle marine.

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In cucina con stile… e gli utensili si fanno di design

Stile e cucina sono concetti incompatibili? È possibile portare un po’ di stile in cucina oppure no?
Ovviamente sì. La cucina è un bisogno primario umano. Serve, infatti, a dare sapore, gusti e profumi migliori agli alimenti di cui ci nutriamo.
Sicuramente la sua funzione non si limita a questo. La cucina è anche un’arte, un modo di esprimersi e ogni aspetto che fa parte di essa, dagli utensili, agli ingredienti fino ai piatti finiti, deve avere un certo stile.

Come portare lo stile in cucina?

L’idea di trasformare le cucine, specialmente quelle a vista e le pasticcerie, in un angolo espositivo in cui mostrare agli ospiti non solo come si cucina ma anche come si usano gli utensili e cosa si usa.
Gli accessori sono il modo migliore di veicolare e dare sfogo alla fantasia degli chef. Chi vuole accentuare questo aspetto deve scegliere articoli di design. Il ruolo degli utensili di design è quello di:

  • dare un tocco personale e unico alla cucina;
  • esprimere un senso di eleganza;
  • creare una cucina moderna e innovativa;
  • mostrare agli ospiti qualcosa di unico.

Il primo risultato si ottiene scegliendo accessori per la cucina particolarmente originali. I marchi migliori in questo caso offrono scelte moderne e funzionali sotto ogni aspetto.
Si va da cestini particolari, a cavatappi dalle forme singolari, alle presine o ai canovacci dalle forme e fantasie uniche. Sta allo chef trovare un tema, un’idea o un colore che rappresenti pienamente l’idea che vuole trasmettere con questi oggetti.

In una cucina a vista di una pasticceria si dovranno privilegiare accessori che siano eleganti da un lato e funzionali dall’altro (clicca qui per scoprire interessantissime idee).
In un ristorante con una cucina rustica non devono mancare pentole e padelle in acciaio di ottima fattura e qualità ma ispirate a quelle utilizzate dalle nostre nonne quando eravamo piccoli.

Quali sono gli oggetti must in cucina?

In occasione della Design Week e del Salone del Mobile, diversi designer hanno espresso la loro opinione in fatto di stile e must have in cucina.

  • Il primo utensile indispensabile è un buon set di pentole a pressione. Lucida e scintillante, la pentola a pressione è un accessorio dotato di un certo gusto e di eleganza che rappresenta il vero alleato di ogni chef. Per la cottura di alimenti in poco tempo infatti sono essenziali. Nessun piatto o ingredienti è off limits in presenza del giusto set.
  • Il secondo oggetto da cucina importante è il picker. Si tratta di un accessorio che si usa per maneggiare con eleganza e maestria le olive e, in generale, i piccoli finger food.
  • Il terzo accessorio immancabile è il tagliere con il coltello incorporato. In ogni cucina il tagliere non manca. Serve per affettare frutta, verdure, carni e così via. Certo, il classico tagliere senza nulla di speciale, un rettangolo di silicone oppure di legno senza personalità o stile, non fanno niente per la cucina. Invece, acquistare un tagliere artigianale in legno fatto in Svizzera fa la sua figura. Si tratta della giusta unione tra semplicità, utilità ed eleganza.
  • Il quarto utensile o elettrodomestico considerato importante per le cucine dei veri chef è il minipimer. Ci sono i modelli semplici e inflazionati che usano un po’ tutti ma se si vuole costruire una cucina impeccabile, bisogna puntare su oggetti con uno stile e un design più particolari. I colori devono essere unici, meglio puntare sul nero o sul rosso che in cucina non si vedono così spesso.
  • Il quinto accessorio che, forse, potrebbe sembrare un po’ pretenzioso è un iPad. Ma a cosa serve un tablet come questo in cucina? Avere un iPad in una cucina di un ristorante, soprattutto se la cucina è a vista, significa dare un’idea di innovazione, modernità e progresso. In ogni momento è possibile inviare gli ingredienti a qualcuno, modificarli, verificare una ricetta e tante altre cose.
  • Il sesto accessorio ideale in una cucina di classe è un buon servizio di bicchieri di design, che crea un’immagine di cura ed attenzione del ristorante.
  • Il settimo utensile di design che si può incorporare nella cucina è la bilancia. Si deve optare per design molto particolari e unici, forme moderne, colori un po’ accesi e un senso di originalità e modernità.
  • L’ottavo oggetto consigliato è il Bimby di Vorwerk, l’accessorio più amato e più desiderato da tutte le casalinghe.
    Poggiato su un bancone da cucina, questo accessorio fa un effetto bellissimo. Ma non è solo bello e decorativo, è anche utile e funzionale ad accelerare i tempi di preparazione di piatti e prelibatezze varie.
  • Il nono utensile che non può mancare è la caffetteria, possibilmente però un modello di design e molto particolare, con linee essenziali ed uniche.

Dove sono importanti gli utensili di design?

In ogni cucina, avere un utensile o un accessorio alla moda fa una certa figura. Ispira classe, stile, eleganza e voglia di distinguersi dagli altri chef e ristoranti.
Tuttavia, ci sono alcune cucine in cui sono davvero immancabili. Ma quali sono? Semplice, si tratta delle cucine a vista, molto utilizzate nei ristoranti ma anche nelle pasticcerie.

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Allarme sprechi energetici: quali sono gli errori che facciamo ogni giorno?

Sulle buone pratiche quotidiane da mettere in atto, che permettono un risparmio energetico ed economico da un lato e un risparmio ambientale dall’altro, per dirigerci poi sempre di più verso la strada dell’ecosostenibilità, è doveroso credere che piccoli accorgimenti, di facile attuazione, possono entrare nella vita quotidiana di tutti noi, per diventare col tempo dei grandi traguardi.

Occorre sensibilizzare l’attenzione su un uso più controllato e sostenibile dell’energia e delle risorse, per educare le nostre abitudini al rifiuto degli sprechi, perché i nostri piccoli gesti hanno una risonanza e possono contribuire a trasformare la nostra città in una città ecosostenibile e raccogliere poi i frutti di questa virtuosità.

A volte, quando sentiamo parlare di risparmio energetico, sostenibilità, ecosostenibilità, sembrano termini complicati, ed effettivamente i media in questo campo non ci aiutano, perché spesso si parla di politiche e accordi tra Paesi, quindi grandi numeri che non ci coinvolgono in prima persona.

Possiamo invece dimostrare che un risparmio energetico non è qualcosa di estremamente complicato, ma è qualcosa a portata di mano che possiamo mettere in atto con una semplicità incredibile, e non si tratta soltanto di risparmio energetico ma anche un risparmio a livello economico, nonché la salvaguardia del futuro del nostro pianeta.

Se andiamo ad osservare i dati attuali, possiamo vedere che ogni giorno vengono scaricati nell’aria 100 milioni di tonnellate di gas serra, una quantità che non possiamo neanche immaginare e non possiamo neanche vedere, perché i gas serra non sono né tangibili né visibili.
Abbiamo consumi elevatissimi, aumentati in modo esponenziale negli ultimi anni, di risorse non rinnovabili come carbone, petrolio e gas naturali che, una volta consumati, non possono essere più ripristinati. Da qui è desumibile che lentamente stiamo esaurendo tutte le nostre risorse, non soltanto in riferimento ai combustibili e i carburanti ma parliamo anche di spazi verdi e acqua.

Allora la ovvia domanda nasce spontanea: cosa possiamo fare noi semplici cittadini?
La risposta è molto semplice, possiamo risparmiare energia. E in che modo? Partendo sicuramente dalle cose più semplici, come ad esempio dall’energia elettrica, andiamo ad osservare cosa avviene all’interno della nostra casa: a volte può succedere di utilizzare la luce del lampadario anche in presenza della luce solare, oppure lasciare accesa la televisione senza che questa venga guardata, come pure il nostro personal computer che magari, benché non utilizzato, viene lasciato acceso o in standby.
Nelle nostre case a volte vengono utilizzate ancora lampade ad incandescenza, grave errore, andrebbero sostituite con quelle a basso consumo energetico o a led acquistabili su LuceLed.com.

Soltanto mettendo in opera questi piccoli accorgimenti, se abbiamo poi la voglia di confrontare i consumi di energia elettrica con l’anno precedente, ci renderemo conto di aver ottenuto un buon risparmio in termini di potenza elettrica e di conseguenza anche un risparmio economico, di certo non trascurabile. Ovviamente ciò comporta anche meno emissioni di CO2 nell’aria.

Possiamo senza dubbio adottare ogni giorno delle accortezze, per ottenere un buon risparmio energetico e quindi anche economico, in quanto tutto ciò si traduce poi in denaro. Occorre pensare alle cose più banali, evitare di lasciare la luce accesa anche quando non serve, evitare di lasciare in standby gli strumenti come televisione e videogiochi quando non vengono utilizzati, a volte vengono lasciati accesi anche tutta la notte.
Come già detto, la lampadina può portare un grande dispendio di energia, quindi sì, è importante accenderla solo quando serve, ma è importante anche la scelta dell’acquisto dell’apparecchio elettrico, preferendo una lampadina a led che utilizza degli elementi che riescono a produrre fotoni mediante il fenomeno dell’emissione spontanea, e hanno anche il vantaggio di una durata maggiore rispetto alle lampadine ad incandescenza.

Altrettanto importante è la scelta degli elettrodomestici, come forno, lavastoviglie, lavatrice, ecc., ognuno di loro ha una classe di consumo energetico, che viene indicato nell’etichetta apposta sull’elettrodomestico; le classi di consumo partono da un livello A inteso come basso consumo fino ad arrivare ad un livello G inteso come alto consumo.
Tali nomenclature devono sensibilizzare l’acquirente a orientarsi verso un apparecchio a bassi consumi, anche se il costo di acquisto sarà di poco superiore, ma il ritorno economico nel breve periodo è garantito in termini di risparmio energetico e di denaro in bolletta.

Altro aspetto da tenere in considerazione per limitare gli sprechi energetici, è il cambio di stagione e quindi il riscaldamento e il raffreddamento dell’ambiente domestico in cui viviamo. In inverno, è necessario limitare la dispersione di calore dall’interno verso l’esterno: in questo sono utili i termostati della caldaia che regolano la temperatura dell’acqua sanitaria e l’acqua che circola nell’impianto di riscaldamento.
In un impianto di riscaldamento classico a termosifoni, normalmente i radiatori sono ubicati vicino alle finestre, quindi bisogna fare attenzione alle dispersioni di calore isolando bene l’ambiente e controllare che gli infissi siano efficienti; inoltre, all’interno della casa non si dovrebbe superare la temperatura di 20 °C, in quanto oltre che risultare antieconomica, potrebbe essere anche dannosa per la salute.

Analoga problematica si può presentare in estate con i condizionatori d’aria, dove è importante sia la classe energetica sia il saperli gestire, per non creare grossi sbalzi termici con il caldo all’esterno, oltre che un inutile dispendio energetico. Un modo alternativo di utilizzare il condizionatore per tenere l’ambiente fresco, è quello di impostarlo come deumidificatore e magari associarlo ad un ventilatore classico per far girare l’aria.

Altro accorgimento da adottare per limitare gli sprechi, è il fatto di controllare sempre che i rubinetti dell’acqua siano ben chiusi, a tal riguardo esistono dei riduttori di flusso che permettono di utilizzare l’acqua in modo che non fuoriesca in abbondanza oltre quello che serve.

Anche fuori dalle mura domestiche è possibile ridurre gli sprechi, utilizzando, quando possibile, i mezzi pubblici o la bicicletta in alternativa della nostra automobile.

Possiamo concludere che sprecare di meno è possibile ma tutto dipende dall’atteggiamento di ognuno di noi nelle azioni di ogni giorno e nel rispetto dell’ambiente.