Vivere comodi in una casa piccola

Piccola non vuol dire scomoda

Sentendo parlare di casa piccola, alcuni si sentono soffocare. In effetti non è sempre facile arredare una casa di piccole dimensioni. Essa richiede delle accortezze non necessarie in un appartamento grande, che consente una maggiore libertà di movimento.

Nelle città, i piccoli appartamenti sono sempre più in voga. Forse anche noi, per necessità, ci ritroviamo a vivere in uno spazio più piccolo di quello che reputiamo necessario per vivere bene nella propria casa.

Ci sono però degli accorgimenti che possiamo adottare per rendere la nostra abitazione non solo vivibile, ma anche comoda ed accogliente.

Parliamo di comodità. Questa è legata alla possibilità di muoversi liberamente negli spazi, senza dover scansare in continuazione oggetti o arredi per i quali non abbiamo una postazione definita. Il disordine è il nemico giurato della comodità. Può diventare causa di stress la difficoltà nel trovare quello che ci serve, quando ci serve…

Ecco perché, in un’abitazione piccola è più necessario che mai effettuare delle scelte che seguano certi criteri. Vediamone alcuni.

Ottimizzare gli spazi

La parola d’ordine, in una casa dalle dimensioni ridotte è: ottimizzare. In ogni abitazione ci sono angoli inutilizzati, pareti o nicchie che possiamo sfruttare con l’aiuto di mensole e ripiani. Possiamo lasciare le mensole a vista, per esporre dei piccoli oggetti o delle foto, o ricrearci dei ripiani che possiamo chiudere con degli sportelli o delle tendine, per riporre indumenti o altri oggetti personali.

La scelta degli arredi giusti può contribuire molto a semplificare la nostra vita in casa. In commercio si trovano infatti tavoli e sedie di design richiudibili, che occupano spazio solamente quando vengono utilizzati. Un divano letto, o un letto a scomparsa non rimarrà ad ingombrare un’intera stanza durante il giorno.

Anche se la superficie non è molto estesa, la casa ha una buona altezza? Abbiamo valutato la possibilità di realizzare un soppalco? Oltre ad essere bello esteticamente, ci consente di recuperare metri preziosi per la nostra zona giorno, dove avremo più libertà di movimento. Sul soppalco potremo infatti realizzare la nostra camera da letto o un piccolo studio. In queste zone, infatti, il problema dell’altezza non è un grosso limite.

Per illuminare una casa piccola, la soluzione ideale potrebbe essere rappresentata dalle strisce led. Queste fonti di illuminazione, oltre ad essere altamente performanti, consumano molto poco e non occupano alcuno spazio.

Rimanendo in tema di luminosità, il nostro consiglio è quello di evitare qualsiasi cosa che vada ad “appesantire” e rendere opprimente l’ambiente.

La colorazione delle pareti ad esempio, non dovrebbe essere di un colore troppo scuro. Alla lunga potrebbe stancarci, influendo negativamente sul nostro umore. Preferiamo delle tonalità più chiare e luminose. Utilizziamo degli specchi. Grazie a questi, infatti, la nostra casa sembrerà immediatamente più ampia e spaziosa.

Per decorare le pareti potremmo orientarci verso delle scritte o delle decorazioni adesive, facili da applicare e che non creano alcuno spessore.

Se sei interessato ad altri trucchi e consigli per rendere più più accogliente e confortevole la tua abitazione, visita il sito notiziarioimmobiliare.

Piattaforme giochi online con bitcoin e criptovalute

Se vi piacciono le piattaforme di giochi online e, allo stesso tempo, siete investitori o risparmiatori di bitcoin e criptovalute, le due cose si possono unire. Bitcoin e criptovalute sono monete discusse e molto attuali che da molte persone vengono usate proprio come i soldi e le monete normali. Per convertire soldi in bitcoin o altre criptovalute esistono piattaforme digitali apposite, una forma di banca online che sta acquisendo riconosciumento anche nei circuiti fisici tradizionali con una legislazione ancora in corso di definizione, siamo agli inizia.

Qualche informazioni sul mondo delle criptovalute

Bitcoin è la moneta virtuale più conosciuta e usata, il suo conio è completamente online, viene infatti distribuita tramite tecnologia peer to peer, computer, smartphone e altri dispositivi mobile. La Bitcon è nata nel 2008, creata da Satoshi Nakamoto.

La bitcoin e le altre criptovalute, ne esistono diverse, non hanno una banca centrale di conio o erogazione, viene emessa e immessa nel mercato da più computer collegati tra loro e crittografati.

Un portagolio di bitcoin o criptovalute ha un nome specifico, Wallet. Si gestisce come un normale conto o portafoglio online ma il singolo utente ha la possibilità di cambiare valute con bicoin e viceversa, il sistema di funzionamento e sicurezza si basa su un indirizzo specifico con una chiave pubblica che identifica nel sistema rete la moneta virtuale e la chiave privata per il singolo accesso.

Dove si possono usare bitcoin e altre monete virtuali

Le monete virtuali proprio come gli euro e le altre monete fisiche si usano per acquistare beni o servizi, crearsi un risparmio. Se si hanno bitcoin conservati si possono convertire in euro attraverso banche che permettono la loro transizione, oppure possono essere usati per fare acquisti online ma anche nel commercio tradizionale che inizia ad accettare le criptovalute come sistema di pagamento. Con i bitcoin si possono fare acquisti in e-commerce, siti di viaggi, piattaforme di gioco online.

Betting online e monete virtuali, le piattaforme migliori

All’inizio del nostro articolo e ripetuto nel corso della scrittura, abbiamo parlato di piattaforme gioco online con bitcoin e altre criptovalute. Potete leggere, a proposito, la recensione 1xbit con sezioni per sport, casinò, slot, carte e altri giochi online.

1xbit è un bookmaker nato nel 2007 e regolarizzato solo con licenza rilasciata a Curucao che le permette il gioco regolare nei paesi europei, non ha però licenza AAMS rilasciata dall’agenzia dogane italiana.

La sua piattaforma molto semplice da usare comprende: betting per gli sport più seguiti con la possibilità di seguire in streaming più di mille eventi giornalieri. Ha una sezione dedicata al gaming casinò, 1200 temi scelti per i giochi più diffusi e nuovi. C’è possibilità di iscriversi con diversi sistemi di pagamento tra cui i bitcoin e altre criptovalute, ad esempio Dogecoin, Dash, Digibyte, Ethereum, Zcash, GameCredits e altri. 1xBit ogni giorno presenta promozioni e bonus con sconti sui giochi a scommessa o gettoni promozionali da usare anche per le criptovalute accettate nella piattaforma. Per giocare è sufficiente iscriversi seguendo le indicazioni fornite dalla struttura e chiedere assistenza, se necessario, al servizio clienti attivo tutti giorni.

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Elettrodomestici a risparmio energetico: guida alla scelta

Quando si acquistano elettrodomestici, spesso si considera solo il prezzo; tuttavia, l’efficienza energetica svolge un ruolo importante nel determinare i costi per il loro funzionamento. Leggendo la classificazione energetica riportata sull’etichetta, l’utente può farsi un’idea di quanto l’elettrodomestico graverà sulla bolletta. Ecco allora una guida alla scelta da shoppingtecnologico.it degli elettrodomestici a risparmio energetico.

Frigorifero a risparmio energetico

Prima di acquistare un frigorifero a risparmio energetico, occorre misurare lo spazio in cui andrà collocato. A tal proposito, bisogna lasciare almeno 2 cm di spazio attorno all’unità, per consentire un flusso d’aria adeguato.

Per quanto riguarda invece le dimensioni, è bene considerare le esigenze della famiglia. I frigoriferi a risparmio energetico sono disponibili in diverse dimensioni, ma quelli più efficienti generalmente vanno dai 400 ai 600 litri.

Sarebbe opportuno non preferire un modello con dispenser e/o distributore di ghiaccio; questi dispositivi, anche se riducono la necessità di aprire la porta del frigorifero, il che lo aiuta a mantenere una temperatura costante, aumentano il consumo di energia del 15-20% e, di solito, aumentano anche il prezzo del frigorifero stesso.

Sarebbe più opportuno scegliere un modello con un interruttore “Energy saver”, che consente di ridurre o spegnere le serpentine di riscaldamento che impediscono la condensa. Ciò consente di ridurre i costi energetici del frigorifero del 5-10%.

Lavastoviglie a risparmio energetico

Oltre consumo ridotto di acqua, la tecnologia utilizzata dalle lavastoviglie a risparmio energetico aiuta anche a renderle più efficienti dal punto di vista energetico. I sensori del suolo, ad esempio, testano quanto sono sporchi i piatti durante tutto il ciclo di lavaggio: il risultato sono piatti puliti con un consumo minimo di acqua, detergente ed energia elettrica.

Anche la filtrazione dell’acqua è migliorata: in questo modo, si rimuove il cibo dall’acqua di lavaggio, che a sua volta consente un uso più efficiente di acqua e detergente durante un ciclo. In altre parole, le lavastoviglie a risparmio energetico spruzzano detergente e acqua in modo più accurato, contribuendo a ridurre l’utilizzo complessivo di acqua nell’elettrodomestico.

I modelli più vecchi usano dai 30 ai 70 litri d’acqua per carico e, considerando che una famiglia di quattro persone genera circa 150 carichi all’anno, il consumo idrico si aggira intorno agli 1.800 litri d’acqua all’anno. Le lavastoviglie di nuova generazione utilizzano 20 litri d’acqua per carico, il che potrebbe comportare una riduzione annuale dell’uso dell’acqua in lavastoviglie di quasi 1.000 litri all’anno.

Forno a risparmio energetico

Per scegliere un forno a risparmio energetico, è necessario prima di tutto controllare il tipo di alimentazione (elettrico o a gas).
Nel dibattito sulla scelta tra forno a gas o elettrico, in termini di efficienza energetica, l’acquisto di un modello a gas è la scelta migliore. Negli ultimi anni, i clienti che utilizzano gas naturale hanno subito dei rincari inferiori rispetto a quelli che utilizzano l’elettricità. Inoltre, un forno a gas si riscalda più velocemente e costa meno.

Si consiglia di scegliere un forno autopulente, poiché ha un migliore isolamento per mantenere il calore all’interno, rendendolo più efficiente dal punto di vista energetico. È una buona idea anche preferire un forno a convezione, perché utilizza circa il 20% in meno di energia poiché ha una ventola che fa circolare continuamente l’aria calda al suo interno. In questo modo, il cibo si cucina più rapidamente e a temperature più basse.

Piano cottura a risparmio energetico

Andrebbe considerato l’acquisto di un piano cottura a induzione, poiché utilizza le bobine magnetiche per riscaldare rapidamente le pentole e lasciare la superficie rimanente fresca al tatto.

Condizionatore d’aria a risparmio energetico

Quando si sceglie un condizionatore a risparmio energetico, la dimensione è un fattore molto importante. Un’unità troppo grande raffredderà l’aria ma la renderà umida, mentre un’unità troppo piccola dovrà sostenere uno sforzo maggiore per mantenere la temperatura impostata, aumentando il consumo energetico. Pertanto, le dimensioni del condizionatore d’aria sono, probabilmente, il fattore più importante da considerare.

Oggi, anche le unità finestra di base sono dotate di display digitali, in modo da impostare una temperatura precisa e persino programmare il tuo A / C in modo che si spenga quando sarai fuori e si riaccenda quando torni a casa.

I sistemi di aria centrale sono spesso ancora più flessibili. Un’altra caratteristica da cercare nei migliori condizionatori d’aria è un’impostazione di risparmio energetico, che faccia in modo che l’unità spenga non solo il compressore ma anche la ventola, una volta raffreddato lo spazio, risparmiando così energia.

Se hai iniziato a sperimentare come rendere la tua casa intelligente, se hai un dispositivo come Alexa o Google Assistant, ad esempio, oppure un termostato abilitato per Wifi che puoi regolare con il tuo smartphone, prendi in considerazione l’installazione di un condizionatore d’aria intelligente.

Puoi trovare versioni intelligenti di tutti i tipi di unità A / C: finestre, unità split, mini portatili, senza condotto e così via; poiché queste unità sono così regolabili, le possibilità di risparmio energetico sono sorprendenti e ti consentono di ottimizzare davvero il tuo utilizzo.

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Impianto d’allarme casa: quanto costano i sistemi antifurto?

Il costo dei sistemi di sicurezza domestica dipende dal prezzo delle apparecchiature, dal progetto, dall’installazione e da altro ancora. Quando si cerca il miglior sistema di sicurezza per la casa, è facile chiedersi quanto costerà davvero. Gran parte del costo dei sistemi di sicurezza domestica è costituito dalle apparecchiature e potrebbe anche includere servizi di monitoraggio professionale 24/7, telecamere di sicurezza cloud storage e la possibilità di controllare il sistema utilizzando l’applicazione mobile del fornitore.

Il sistema di sicurezza con sirene di allarme costa dai 30/50 ai 300€, invece i dispositivi di allarme telefonico costano dai 150 ai 400€. Il monitoraggio professionale fornisce una sorveglianza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e le apparecchiature di sicurezza sono un passo necessario per mettere in sicurezza la propria abitazione.

Molto spesso, le vittime di furti con scasso in casa non si sentiranno più al sicuro e, addirittura, molti di loro mettono in vendita la casa per allontanarsi da quella zona, poiché ciò che provoca più danni non è la perdita dei beni, ma la sensazione che l’intrusione possa accadere di nuovo.
Sono migliaia le aziende in Italia che aiutano a scegliere l’allarme più adatto alla propria casa e ad installarlo in modo professionale: un blog sempre aggiornato online per scegliere l’antifurto è impianti.tech.

Alcune tipologie di allarme

  • Allarme antifurto a campana. Se qualcuno cerca di entrare in casa, si attiva una sirena molto rumorosa dalla durata di circa venti minuti. Oltre al forte rumore della sirena, il pannello di controllo dell’antifurto invia un messaggio fino a 10 persone se rileva un’effrazione. I messaggi vengono inviati tramite la connessione di un telefono fisso o di un cellulare con la carta SIM. L’utente può anche essere avvisato con una telefonata e, non appena la prima persona risponde alla chiamata o al messaggio, l’allarme smetterà di provare a contattare gli altri nomi della lista.
  • Allarmi antifurto monitorati. Oltre al rumore dello squillo, viene inviato un messaggio a un operatore in diretta se viene rilevata un’effrazione con allarmi antifurto monitorati. I membri del personale del centro di monitoraggio cercheranno di telefonare all’utente o chiameranno la polizia che si recerà nella proprietà se l’utente non risponde al telefono.
  • Pannelli antifurto. Sono sempre collegati al circuito elettrico dell’abitazione e sono dotati di batterie di riserva in caso di interruzione di corrente o nel caso in cui qualcuno cerchi di togliere la corrente. Se l’allarme antifurto cablato ha perdite di corrente, normalmente scatta la sirena.

I sensori antifurto

I tipi di rilevatori più comuni sono i rilevatori a infrarossi passivi (PIR), che misurano la temperatura all’interno di una stanza. Se c’è troppa deviazione nella temperatura, suonerà l’allarme – questo perché il calore corporeo di un ladro sarà molto più alto della temperatura ambiente della stanza in cui si trova.

Meno comuni sono i contatti magnetici, attaccati alle finestre e alle porte. Ogni volta che una porta o una finestra viene aperta dopo l’accensione del pannello antifurto, il circuito si interrompe, facendo scattare l’allarme.

Quanto costano i sistemi di allarme?

Se si desidera acquistare una semplice scatola a campana con 2-3 sensori a infrarossi, i prezzi variano da 125 a 300€.
Se si vuole aggiungere un sistema di allarme che contatti il proprietario e fino a 10 altri in caso di effrazione, i prezzi variano da 175 a 350€. Questa opzione comporta una spesa extra nel caso si debba installare un telefono fisso o stipulare un contratto di telefonia mobile solo con la SIM.
Per ogni sensore o portachiavi aggiuntivo (utilizzato per accendere e spegnere l’allarme al posto di una password digitate nel pannello di controllo), si aggiungono tra i 40 e i 110€ per ogni articolo.

È possibile montare il sistema di allarme in autonomia?

Qualsiasi sistema di allarme può essere montato senza l’aiuto di addetti specializzati, ad eccezione di un sistema monitorato. A seconda del livello di esperienza, occorre fino a un giorno di lavoro per una casa di dimensioni standard.
Tuttavia, si consiglia di fare molta attenzione quando si collega il pannello antifurto al sistema elettrico. Per questa delicata fase, è meglio rivolgersi a un esperto.
Inoltre, la polizia teme che i sistemi di allarme fai da te non siano affidabili come quelli installati da un professionista del settore e controllati da un’azienda di fiducia.

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Quanto costa mantenere l’auto ogni anno?

Cara auto, ma quanto mi costi? Questo è il grido di tutti gli italiani che, ogni anno, fanno i conti con le spese della loro automobile, tanto amata quanto i sacrifici sostenuti per mantenerla. Nonostante i costi alti, oggi l’auto è diventata un mezzo di trasporto fondamentale, utilizzata anche per i piccoli spostamenti in città, un mezzo comodo ed essenziale per i mille impegni di un intero nucleo familiare.

Spesso, per questo motivo, le famiglie sono costrette a sostenere ogni anno il costo di più di un’automobile, quando, ad esempio, entrambi i genitori lavorano in città diverse e in differenti orari. Secondo una statistica italiana, l’auto, insieme alla casa, rappresenta il costo più alto che le famiglie devono sostenere, che impedisce loro di mettere da parte qualche risparmio o di godersi vacanze più lunghe. Ma quanti sono ancora disposti a fare questo sacrificio? Molti italiani sono alla ricerca affannosa di un’alternativa che consenta loro di avere un mezzo di trasporto ma a costi assolutamente più convenienti.

Tutti i fattori del caro auto

Ma quali sono i motivi che rendono il mantenimento di una macchina così alto? Cosa rende il mondo dell’auto tanto caro?

  • Acquisto e manutenzione

Quello che spaventa meno un automobilista è l’acquisto di un’auto, considerato che, rispetto ai costi successivi da affrontare, quello iniziale viene lentamente ammortizzato. L’unico problema che può emergere è l’acquisto di un’auto con difetti congeniti che è soggetta, per questo, a continue riparazioni già dai primi mesi dall’acquisto. Lo stesso dicasi per l’acquisto di un’auto di seconda mano che, in alcuni casi, può rivelarsi una vera e propria “zappa sui piedi” per il proprietario.

Ne consegue che un costo importante da sostenere viene ricoperto dalla manutenzione ordinaria e straordinaria, come il cambio di parti dell’auto usurate, sostituzione pneumatici e il tagliando biennale. Rientrano in questo grande calderone anche i costi accessori, come le catene da neve (dove occorrano), gli accessori per lo smartphone, in alcuni segmenti anche i mini PC che fungono da televisione, fino al seggiolone obbligatorio. Costi che sembrano irrisori ma gravano pesantemente quando sommati agli altri.

  • Carburante ed RC Auto

Considerati i veri nemici di tutti gli automobilisti, croce e delizia degli italiani, il carburante costituisce il pezzo più grande di questo grande puzzle, quello che fa girare l’ago della bilancia verso il segno meno. L’Italia, a ben vedere, detiene il triste primato dello stato con tasse IVA sul carburante più alte d’Europa. Che siano le incerte condizioni politiche del Medio Oriente e la cattiva gestione del nostro Governo nella razionalizzazione delle imposte, benzina e diesel sono diventati davvero un costo esorbitante.
Se si considera che molte famiglie possiedono due auto che si spostano quotidianamente fuori città e che sono in movimento per almeno metà della giornata, si comprende quanto la voce carburante sia davvero molto critica.

Un altro elemento è quello dell’RC Auto, un importo estremamente variabile in Italia; si consideri che esiste un grande divario tra le somme sostenute dagli automobilisti del nord e quelli del sud, con un primato per alcune regioni. La Campania, la Puglia e la Calabria, infatti, hanno standard economici di RC nettamente superiori rispetto a tutto il resto della penisola.

  • Spese marginali

Tra le spese marginali, ma non troppo, intendiamo il costo del parcheggio che ogni mese bisogna sostenere e quello del lavaggio. I pedaggi autostradali, ad esempio, influiscono negativamente su coloro che si recano a lavoro prendendo tangenziale e autostrada quotidianamente. Spese per prendere la patente, per il rinnovo e, infine, il costo delle eventuali contravvenzioni che toccano anche l’automobilista più attento.

Il divario tra Nord e Sud: quali sono le regioni complessivamente più svantaggiate?

Secondo uno studio di settore effettuato tra il 2018 e il 2019, vi sono alcune regioni del sud particolarmente penalizzate dal costo auto e sono la Campania, con una spesa annua complessiva che si aggira intorno ai 2.000€, seguita dalla Puglia con circa 1.900€ e la Calabria, con 1.800€. L’Umbria e il Veneto si aggirano sullo stesso livello ma con una minorazione del 14% rispetto agli anni passati. Segue il Molise, che vive un momento di ribasso costi nell’ultimo anno, tale da raggiungere la cifra di 1.500€, e la Liguria, dove il costo ruota intorno ai 1.400€ in modo stabile. Sebbene vi siano delle oscillazioni, si nota come il costo sia comunque elevato, per questo alcune associazioni di automobilisti hanno stilato una lista di consigli per consentire agli italiani di spendere meno e in modo intelligente.

Quali strategie per risparmiare sui costi auto?

Come anticipato, risparmiare è possibile se si adottano determinate strategie e si fanno le giuste scelte.

  • RC Auto competitiva: scegliere in modo oculato l’RC Auto più vantaggiosa per le proprie esigenze è possibile, basta richiedere dei preventivi sulle piattaforme web dove vengono inseriti i propri dati, quelli dell’auto e della località dove si vive. Vi sono siti che mettono a confronto le diverse società assicurative a parità di dati inseriti, in modo da facilitare al massimo il compito di chi chiede informazioni. La scelta sbagliata può far lievitare in modo esponenziale il costo annuo, già così alto.
  • Auto AFV: decidere di acquistare un’auto elettrica resta una delle scelte migliori da fare, grazie a costi bassi, assicurazione minima e grande rispetto per l’ambiente. Secondo uno studio dell’Associazione Nazionale Industria Automobilistica, in Europa c’è una forte crescita del fenomeno, tanto che si registrano circa 200 mila immatricolazioni tra UE ed EFTA. Regno Unito, Francia e Norvegia sono addirittura seconde al Belpaese, che ha registrato 50 mila immatricolazioni negli ultimi anni. Un buon risultato che, se ben canalizzato e pubblicizzato, può portare ulteriori incrementi a beneficio del conto in banca e dell’ambiente.
  • Car sharing: il fenomeno del car sharing è molto antico, soprattutto tra i ragazzi, ma sta aumentando anche tra gli adulti perché consente un’effettiva razionalizzazione dei costi. Si tratta di condividere la propria auto con altre 3 o 4 persone che, ogni giorno, devono dirigersi negli stessi luoghi di lavoro. In tal modo, l’auto viene presa a turno da tutti e 4, dividendo spese di pedaggi autostradali, parcheggio e carburante, dimezzando i costi e anche l’auto è soggetta a spese di manutenzione per usura inferiori. In Italia, il fenomeno è stato accolto positivamente in molte regioni, in particolare a Milano, Firenze, Roma e Torino.
  • Noleggio auto: anche il noleggio auto lungo termine privati può essere considerato in modo favorevole. Il noleggiatore a lungo termine sceglie periodicamente l’auto che preferisce pagando un canone mensile non alto, senza alcuna responsabilità in termini di assicurazione e manutenzione.

Come sopra illustrato, risparmiare è possibile se si sceglie in modo oculato ogni aspetto dell’auto, dall’acquisto alla manutenzione, fino ad un’attenzione maggiore al codice della strada che, quando rispettato, evita le fastidiose contravvenzioni.

Pulizie profonde e durature in metà tempo e senza fatica

Pulire la casa in maniera approfondita e duratura richiede tempo e fatica, così come la pulizia di locali di grande metratura, come ad esempio: bar, ristoranti, strutture pubbliche, e quant’altro; la tecnologia però ci viene in aiuto con macchine pensate proprio per aiutare a effettuare pulizie efficaci in breve tempo e con poca fatica, oggi in commercio si trovano tantissimi elettrodomestici che possono essere un valido supporto nelle pulizie di qualsiasi tipo di ambiente, ma fra tutti forse uno dei più efficaci ma anche il meno conosciuto è l’idropulitrice.

Per aziende o privati la soluzione è sempre geniale

Macchine per la pulizia che vengono prodotte principalmente per uso industriale, sono dispositivi di grandi dimensioni che riescono a pulire contemporaneamente superfici di molti metri quadri. Ma esistono anche delle versioni delle stesse macchine di dimensioni ridotte, che possono essere utilizzate per delle pulizie private, ovvero per appartamenti e Ville. Questo mercato negli ultimi tempi ha registrato una forte impennata, poiché le macchine vendute sono sempre di più. E gli acquirenti non sono più soltanto le grandi aziende o le realtà pubbliche, ma anche i privati che decidono di acquistare un’idropulitrice per le pulizie casalinghe. I costi e la manutenzione di un’idropulitrice non sono certo paragonabili a un comune elettrodomestico per la casa, ma la spesa comunque è compensata dalle eccellenti prestazioni; una macchina che igienizza, pulisce, lava, e asciuga contemporaneamente non è cosa da poco.

Acqua calda o fredda

A questo proposito possiamo anche sottolineare che non è necessario acquistare un’ idropulitrice nuova, sono valide anche le idropulitrici usate, poiché sono macchine costruite con materiali di prima qualità e pensate per durare nel tempo, capaci di sopportare molte ore di lavoro e a lunga scadenza. L’utilizzo dell’idropulitrici è molto semplice la macchina viene caricata con dell’acqua, dove è stato mescolato del detersivo apposito, è una volta azionata emette dei getti d’acqua spinti da una forte pressione, che in breve tempo disgregano lo sporco e lo raccolgono, come ultima azione la macchina asciuga il pavimento. In questo modo una volta che si è finito di passare l’idropulitrice il lavoro è completamente fatto e compiuto, con un grosso risparmio di tempo e di fatica.

Un ottimo affare

Ecco perché acquistare un’idropulitrice anche usata può essere un ottimo affare, queste macchine sono composte da una pompa dell’acqua ad alta pressione azionata da un motore che può essere sia a benzina che elettrico. Alcune macchine hanno la variante aggiuntiva di una caldaia che riscalda l’acqua, in modo da effettuare la pulizia con acqua calda, anziché con acqua fredda. Ovviamente è un tipo di macchina che va utilizzata in maniera consapevole. Perché se non si conosce perfettamente la modalità d’uso può essere pericolosa, per incidenti e malfunzionamenti. Ma questo vale comunque per qualunque elettrodomestico ci si appresti ad utilizzare. Se siamo intenzionati ad acquistare un idropulitrice usata è possibile trovare informazioni consigli e soluzioni anche in rete ad esempio consultando i siti dedicati a questo tipo di macchine.

Abitazioni antisismiche nel Nord Italia

Per comprendere la situazione sismica nel Nord Italia si utilizzano le cartine geografiche dell’Italia con la classificazione sismica al 2015 disegnata e distribuita dal Dipartimento della Protezione civile (Presidenza del Consiglio dei Ministri) Ufficio Rischio sismico e vulcanico. La suddivisione in zone è confermata nelle diverse variazioni dei Decreti Ministrativi che elaborano i testi con le norme antiterremoto che devono seguire scrupolosamente anche costruttori, ingegneri e progettisti edili. Nel NTC08/09 e 2018 si unisce una metodologia di calcolo più precisa basata sulla suddivisione del territorio italiano in punti da categorizzare in zona a rischio basso, medio, medio alto, altissimo.  I Gradi sono quattro: zona 1 intende sismicità alta, zona 2 sismicità medio alta, zona 3 sismicità medio bassa, zona 4 sismicità bassa.

Nel Nord Italia buona parte dei comuni, soprattutto verso il confine svizzero registrano una sismicità molto bassa, una zona 1 quindi rischio alto si registra nel Friuli (Terremoto del 1976). Lombardia (catena Alpi Trentine) e Liguria registrano zone sparse con livello medio. Analizzando la situazione globale italiana si conferma che il territorio italiano presenta attività sismica sull’80% della Penisola più la Sicilia, mentre la Sardegna rimane fuori dal rischio elevato. Il 20% di zone non sismiche o dal rischio basso si concentra nel Nord superando il confine di Marche, Toscana e Liguria, quest’ultima presenta la costa con sismicità 4 e i confini orientali e occidentali con rischio medio basso.

Progettare abitazioni antisismiche

Vanoncini SPA, società edile importante di Bergamo, costruisce abitazioni antisismiche in tutta Italia. Il suo fondatore, Piento Antonio Vanoncini ha introdotto nei primi anni Ottanta la costruzione con sistema a secco, applica buona parte delle conoscenze acquisite collaborando e studiando le imprese, i sistemi edili e i protocolli tedeschi (DIN). Oltre a costruire ha sviluppato delle ricerche scientifiche elaborate a livello accademico con il Politecnico di Milano.

Il sistema costruttivo a secco riesce a garantire qualità tecnica e strutturale utile per progettare abitazioni antisismiche, l’apertura del cantiere però deve essere anticipata da una’analisi del territorio e del suo rischio sismico, come abbiamo visto anche nel Nord Italia i terremoti possono mettere a rischio le case e la nostra penisola naviga su due placche, quella asiatica e africana, che cambieranno i dati e le informazioni finora scritte.

Il ruolo dell’ufficio tecnico

Le nuove norme indicate nel testo di legge NTC2018 impongono di inserire già nel progetto informazioni relative alla sicurezza antisismica delle costruzioni con test specifici sulla resistenza dei materiali, sulla possibilità di non correre rischi e salvarsi in caso di calamità. Uno degli studi tecnici Vanoncini ha questo compito, insieme ai suoi esperti, geologi e ingegneri, attua queste ricerche ed inserisce questi dati nel futuro progetto:

  • presenza di spazi definiti setti o nuclei di irrigidimento che hanno lo scopo di assorbire onde orizzontali del sisma;
  • sistemi anticollasso (gerarchia delle resistenze) che permettono in caso di terremoto forte il danneggiamento di travi o pareti prima che nelle strutture in modo che l’edificio pur non evitando crepe e danni non crolli al primo movimento
  • attenzione ai nodi strutturali che devono essere collegati con staffette specifiche e adeguate
  • presenza di dissipatori che rompendosi riescono a contrastare e disperdere l’energia del sisma che ricadrebbe sulla parte strutturale provocando l’immediata caduta dell’edificio.
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Rimessaggio della barca in inverno

I nemici delle imbarcazioni in inverno, di qualunque tipo esse siano, sono molteplici. Per questo, un attento ed efficiente rimessaggio è indispensabile per salvaguardarne lo stato ottimale.

In questo articolo analizzeremo quelli che sono gli elementi naturali da temere, durante la stagione fredda, quando il mezzo non viene utilizzato, ed espliciteremo l’iter completo per un perfetto rimessaggio.

I rischi per l’imbarcazione durante il rimessaggio invernale

  • L’umidità. In assoluto il nemico più temuto per le imbarcazioni in inverno. L’ossidazione, in particolare della pompa di sentina, sempre a rischio arrugginimento, è un pericolo davvero concreto. Per prevenire questa dannosa fatalità, è bene effettuare un’attenta pulizia e agire con spray isolanti e antiossidanti. Questa stessa procedura è da applicare anche sui cavi che formano l’impianto e sulla batteria, con particolare attenzione ai poli in rame e ai contatti. Tutti i dispositivi VHF e gli elementi elettronici andranno tolti dall’imbarcazione, onde evitare danni dovuti all’umidità.
  • Il sale. L’acqua marina è molto pericolosa se lasciata ristagnare nelle tubature dell’imbarcazione. Per questo, come vedremo meglio in seguito, è necessario far scorrere acqua dolce con sapone attraverso l’impianto idraulico in modo da eliminare il sale.
  • La corrosione. È necessario salvaguardare le componenti di coperta da questo fenomeno, rimuovendo bozzelli e scotte, dopo averli igienizzati con sapone e acqua dolce, e custodirli in posti non umidi.
  • La poca aerazione. Questo fenomeno fa sì che si creino cattivi odori e che si abbassi il livello di igiene generale in sottocoperta. È bene assicurarsi di pulire e areare gli spazi interni efficacemente.

Dopo aver elencato i principali nemici invernali delle imbarcazioni e aver accennato brevemente ad alcune soluzioni, vediamo nel dettaglio quali sono tutti i passaggi da eseguire, per il corretto rimessaggio della vostra barca in inverno.

Iter di rimessaggio invernale della barca

  1. Svuotare la barca: è essenziale ridurre al minimo la presenza di attrezzature, specialmente se si tratta di quelle mobili o sportive, di quelle elettroniche e dei dispositivi di sicurezza come i razzi di segnalazione, gli estintori e i giubbotti di salvataggio. Questa operazione può rappresentare la giusta occasione per assicurarsi che sia tutto in buono stato e che le date di scadenza di utilizzo siano ancora lontane.
  2. Il secondo step riguarda sicuramente il motore. È necessario lavarlo con acqua dolce per rimuovere presenze saline, sostituire l’olio e togliere il carburante. Bisogna poi assicurarsi di cambiare i filtri dell’olio e del carburante, la girante della pompa idraulica e gli anodi ai quali si può accedere. È indispensabile lubrificare tutto il blocco del motore e ingrassare le viti. Questa operazione è una completa manutenzione, una rimessa a nuovo, che permetterà all’imbarcazione di essere funzionante nella stagione successiva.
  3. Successivamente bisogna dedicarsi alle batterie, per le quali è vivamente sconsigliata la permanenza a bordo in inverno. Meglio scegliere un luogo asciutto per poi ricaricarle. Qualora non fossero removibili, è necessario controllarle e procedere con una ricarica una volta al mese per evitare che si scarichino oltre il 70% e dunque siano irrimediabilmente inutilizzabili.
  4. Il quarto step del rimessaggio dell’imbarcazione in inverno riguarda certamente la pulizia, da attuare con prodotti ecologici e il vecchio e caro olio di gomito. Tutta la barca dovrà essere finemente ripulita, sia gli ambienti esterni che quelli interni, prima di coprirla con i teli appositi.
  5. Pulire il sistema idraulico dal sale, è uno passaggio molto importante e può essere svolto con sapone e acqua dolce prima di svuotare totalmente i serbatoi per evitare ristagni. Questo vale anche per lo scaldabagno. L’antigelo è decisamente consigliato per la protezione dell’intero impianto.
  6. Se la vostra barca è a vela, è necessario dedicare del tempo al loro lavaggio, per poi farle asciugare e ripiegarle con la massima cura. È utile conservare le vele durante l’inverno in un luogo asciutto. Inoltre, si consiglia di lubrificare carrelli e bozzelli sulla coperta e sull’albero. Sicuramente il rimessaggio di imbarcazioni a vela richiede passaggi ulteriori e più faticosi rispetto ad altri tipi di imbarcazione.
  7. Occuparsi di sondare lo stato di elica e mozzo, così da provvedere a sostituire eventuali pezzi danneggiati.
  8. Provvedere a proteggere le prese di corrente e gli innesti dei punti luce dall’umidità, spruzzando del lubrificante e avvolgendo le prese stesse con nastro isolante, in modo da garantire che non si deteriorino.
  9. Prima di apporre teli sopra tutta l’imbarcazione, per un rimessaggio corretto della barca è indispensabile areare i locali, lasciando aperti armadi e gavoni, per una massima ventilazione. L’utilizzo di un deumidificatore è consigliatissimo.
  10. Una volta terminati tutti i passaggi appena descritti, è consigliabile proteggere l’intera imbarcazione attraverso un telo copribarche termoretraibile Poliplast, che andrà posato con l’aiuto di una termopistola per farlo aderire all’intera imbarcazione. È un’operazione consigliata soprattutto se prevedete un rimessaggio di medio-lungo periodo (oltre i 3 mesi), anche se questo avviene al coperto. I teli sono idrorepellenti e proteggono la barca sia durante il rimessaggio e il trasporto da polvere, sporco, insetti ed escrementi di volatili. Se ben posati, i teli termoretraibili permetteranno una protezione totale alla barca, evitando bolle d’aria all’interno e l’eventuale formazione di umidità.
    Ed ecco un trucco per voi: per evitare qualsiasi potenziale ristagno d’aria, praticate alcuni fori di piccole dimensioni in alcuni punti del telo per far “respirare” la barca. I più tecnologici utilizzano anche un piccolo deumidificatore posto al centro dell’imbarcazione per garantire il corretto ricircolo d’aria.

Rimessaggio invernale della barca: materiali utili

Prima di avventurarvi in tutto il complesso iter di manutenzione volto al rimessaggio invernale della vostra imbarcazione, ecco di cosa dovete assolutamente essere provvisti:

  • carburante e stabilizzatore qualora preferiate lasciare il serbatoio pieno;
  • lubrificante o olio per motore;
  • teli coprenti trattati con idrorepellente;
  • soluzione antigelo;
  • sapone ecologico per pulizia dei vetri e per vinile, insieme a un prodotto protettivo;
  • spugne delicate e panni morbidi;
  • nastro isolante;
  • manuale per la manutenzione, utile in caso di dubbi.

Per concludere, è bene fare presente che, sebbene la vostra imbarcazione sia perfettamente ricoverata, l’ideale è farle delle manutenzioni periodiche, per accertarsi che non si verifichino degli imprevisti in grado di danneggiarla.

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Definire i confini di proprietà: le recinzioni elettrosaldate sono le più efficienti

Un’introduzione al mondo dei confini delle proprietà (e delle reti elettrosaldate)

Nel corso degli ultimi anni, fra le notizie che si sentono maggiormente ai telegiornali ci sono quelle relative ad intrusioni domestiche, furti con scasso ed effrazioni di ogni genere; per questo motivo, bisogna prendere opportune precauzioni, specialmente per quanto concerne la definizione dei propri confini di proprietà e degli strumenti ideali per delimitarli, ossia le più recenti ed efficaci recinzioni elettrosaldate.

Oltre a tener conto delle mappe catastali, ci sono anche altri modi per delimitare il confine di una proprietà, come ad esempio concordare con il proprio vicino una zona limite fra le due abitazioni, di modo da non avere problemi, oppure sfruttare siepi, alberi, muri o, per l’appunto, recinzioni, come confine invalicabile.
È possibile avere un’idea di dove sono i confini per la proprietà guardando il piano catastale. La maggior parte dei piani catastali non mostra i confini esatti, visto che non è un’informazione particolarmente utilizzata e consultata, sebbene in alcuni casi sia estremamente importante consultare queste mappe, per poter comprendere se sia possibile o meno espandere la proprietà e, in caso affermativo, in che direzione e in quale misura.
Infatti, una volta apportate delle modifiche ai confini, è possibile recarsi presso gli uffici del proprio Comune di residenza e far aggiornare le mappe catastali.

Fra le recinzioni maggiormente utilizzate ed efficaci, in quest’ottica, citiamo quelle elettrosaldate, ossia una griglia prefabbricata composta da fili incrociati a una specifica distanza, in base alle esigenze di chi richiede questo tipo di servizio.
Le reti elettrosaldate possono essere prodotte con filo laminato a freddo, con un diametro minimo di tre millimetri, e filo laminato con un diametro anche cinque volte maggiore. Questo tipo di rete risulta essere facilmente applicabile e viene utilizzata maggiormente nell’ambito della pavimentazione, sia domestica che industriale, rinforzi della muratura (in particolar modo il cemento armato) e per quanto concerne la restaurazione della propria abitazione.

Come determinare i confini di un lotto

Le linee di confine sono i punti definiti in cui finisce la proprietà di una persona e inizia quella dei propri vicini. Questi dettagli possono essere trovati sull’atto di proprietà, sulla planimetria ricevuta nel momento in cui è stata acquistata la casa o consultando le mappe catastali conservate presso alcuni uffici del Comune di residenza, detti per l’appunto Uffici Catastali o Catasto: consultare queste informazioni consente di comprendere come e dove posizione strutture e delimitatori di proprietà, come le recinzioni elettrosaldate, per l’appunto.

Erigere una struttura come una recinzione, infatti, o occupare abusivamente una parte del terreno di un’altra persona, può portare a cause legali e situazioni spiacevoli con i vicini. I punti di riferimento utilizzati per definire i confini di una proprietà sono punti fissi che è possibile utilizzare per misurare. Utilizzando un metro a nastro, infatti, si ha la possibilità di misurare la distanza punto a punto da ciascuno dei punti di riferimento per delineare le dimensioni della proprietà come mostrato sulle mappe del Catasto. Inoltre, bisogna controllare nel dettaglio l’atto di acquisto della propria abitazione o terreno, visto che all’interno dello stesso è presente una mappa, talvolta leggermente approssimativa, in grado di stimare i confini, come viene descritto in coda al rogito controfirmato dal notaio.

Un’altra opportunità è quella di rivolgersi presso il Catasto, per ottenere le mappe ufficiali e consultarsi con un impiegato sulla possibilità o meno di mettere in atto una serie di idee, come costruire una rimessa oppure circondare la proprietà con una rete elettrosaldata zincata e grigliata, tanto resistente quanto efficiente.

Cosa bisogna sapere sulle recinzioni metalliche elettrosaldate

In moltissimi casi, la clientela mostra di avere delle specifiche esigenze, motivo per cui ogni produttore di recinzioni elettrosaldate deve specializzarsi nella produzione di reti di piccole e grandi dimensioni, accompagnando una grande disponibilità ad una flessibilità produttiva.
La spaziatura dei fili e le configurazioni dei diametri sono pressoché infinite, motivo per cui è possibile produrre una rete metallica saldata personalizzata.

La rete metallica saldata è costruita con due fili ortogonali che vengono uniti insieme nelle loro intersezioni usando un processo di saldatura a resistenza per formare una griglia. I fili di linea della griglia sono legati fra loro attraverso il saldatore creando un vero e proprio pattern, che si ripete lungo tutta la rete. La macchina fa fondere insieme i fili incrociati ortogonalmente per creare i due piani distintivi che formano la rete metallica saldata, sfruttando alcune delle migliori saldatrici presenti sul mercato, le CNC.

I fili di linea, i più lunghi e spessi ad essere utilizzati in questo processo, sono accuratamente posizionati per impostare la spaziatura adeguata per creare la larghezza del pannello desiderata, dando vita a quella che si definisce trama.
I materiali con cui vengono realizzate le reti elettrosaldate devono soddisfare una serie di canoni ben precisi, quali ad esempio la necessità di offrire prestazioni di alto livello, una resilienza notevole e una grande resistenza a urti e fenomeni di corrosione. In generale, per questo tipo di applicazioni vengono utilizzati acciaio liscio, prezincato, acciaio inossidabile, galfan (una lega innovativa composta principalmente da zinco e alluminio) e acciaio resistente agli agenti atmosferici.

La finitura secondaria può essere utilizzata per proteggere la rete metallica saldata o per migliorare l’estetica generale del prodotto. Per la rete metallica saldata vengono sfruttate le tecniche di rivestimento a polvere, zincatura a caldo e placcatura decorativa, laddove il cliente lo richieda esplicitamente.

Qualche consiglio per installare una recinzione elettrosaldata senza problemi

  • Il tallone d’Achille di qualsiasi recinto composto da un filamento metallico, sia esso un filo ad alta resistenza, un filo saldato, un filo pesante o un collegamento a catena, è la tensione a cui lo stesso viene sottoposto. Mantenere la tensione corretta su una linea di recinzione impedisce che si pieghi o si spezzi, nel peggiore dei casi. Con un recinto di filo saldato è possibile evitare cedimenti e piegamenti, utilizzando anche dei semplici paletti in legno per facilitare l’installazione della rete.
    Il serraggio della tensione può essere ottenuto anche adoperando alcuni attrezzi specifici, come ad esempio una pinza, evitando che il recinto assuma delle forme indesiderate a contatto con il terreno, piegandosi innaturalmente.
  • La maggior parte delle recinzioni realizzate con filo saldato sono installate usando recinzioni metalliche, ma non tutte sono create allo stesso modo. Le recinzioni metalliche con inserti metallici standard sono quelle più comunemente usate, ma se desiderate qualcosa di più attraente dei pali di metallo del tipico color verde, o state usando la recinzione per racchiudere il bestiame e volete usare la scherma elettrica, ci sono opzioni migliori. Una recinzione in PVC, ad esempio, non richiede isolanti tra la recinzione e il cavo elettrico. I fori presenti lungo i fili della recinzione sono perfetti anche per il filo spinato.
    Inoltre, le recinzioni metalliche in PVC sono esteticamente più belle delle loro controparti in metallo verde, non arrugginiscono e sono dotate di garanzie a vita contro i difetti tipici del metallo: per questo motivo, le recinzioni elettrosaldate sono in genere rivestite da un sottile strato di PVC, per renderle ancora più performanti, e combinare le caratteristiche di questi due materiali.
  • Nel momento in cui ci si affaccia al mondo delle recinzioni elettrosaldate, vi sono a disposizione una quantità di possibilità oltre ogni immaginazione, ma bisogna tenere a mente giusto un altro paio di cose: più piccola è l’apertura, più costoso sarà il filo; maggiore è la dimensione del calibro, più sottile è il filo. Dunque, un cavo di calibro 23 è più sottile di un 14 e può essere impostato a intervalli di 10 piedi o più piccoli, sapendo che più i pali sono vicini più forte è il recinto.
    Queste piccole informazioni tecniche, sul lungo periodo, possono risultare fondamentali per quanto concerne costi e manutenzione di cui la recinzione, inevitabilmente, necessiterà con il passare degli anni.
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3 siti garantiti per le recensioni sui notebook: acquisto sicuro

State cercando un nuovo PC laptop ma non sapete quale modello scegliere? Avete trovato il modello ma non siete certi che vi soddisferà dal punto di vista delle funzionalità o se presenta difetti sostanziali?

Nel 2019 questo non è più un problema. Infatti, è possibile fare riferimento a numerosi siti che si occupano di informatica, telefonia o gaming. Al loro interno troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno.
Scendiamo, quindi, nello specifico.

Topnotebook.net

Gestito da Simone Maestri, questo sito permette il confronto fra diversi modelli molto diffusi, raggruppati per numero di vendite, fascia di prezzo o rapporto qualità-prezzo, confrontati in ogni minima caratteristica.

Ecco alcuni esempi. In bacheca è possibile trovare la recensione del laptop Huawei Matebook D, uno fra i più diffusi al momento per rapporto qualità-prezzo imbattibile, trattandosi di un modello altamente prestazionale a prezzi molto più bassi rispetto ai competitor.
Venduto a circa 680 €, rappresenta un best-buy con processore Ryzen R5-2500 della AMD. Quad core, consente di lavorare ad una frequenza massima di 3,90 Ghz e 8 Gb di RAM, che fanno molto comodo. A completare la dotazione, un pannello Full HD da 15.6 pollici e un SSD da 256 Gb.

Segue il modello Pavilion 15-cw0010nl, sempre HP, che nella fascia notebook fra i 400 e i 500 € rappresenta forse il migliore. Design molto curato, è caratterizzato da una Cpu AMD Ryzen 5 2500U e una SDRAM ddr4-2400 da 8 Gb. La memoria SSD da 256 Gb completa il quadro di questo fantastico laptop.

S-m-webblog.com

Se avete notato, nella sezione “Chi siamo” è possibile trovare sempre lo stesso Simone Maestri.
Questo vuol dire che la sua grande passione gli permette di gestire due siti sulla stessa tematica, ovviamente non uguali, poiché nel suo blog personale si occupa di recensioni ben più approfondite del primo sito. In ogni caso, garantisce su s-m-webblog.com la presenza di articoli e recensioni che accontentano ogni richiesta.

HDblog.it

Difficile non conoscerlo nel settore informatico, è un grande portale che racchiude numerosi editori e utenti che ogni giorno commentano svariati post. È possibile trovare veramente di tutto, anche una recente sezione HD Motori. Questo fa capire quanto variegato sia questo sito.

Al suo interno è infatti possibile trovare ogni tipo di modello, dai più comuni Samsung o Apple, fino alle peggiori cinesate, provate soltanto per informare i possibili acquirenti. In questo modo, vengono diffusi anche marchi di dubbia qualità che possono risultare, però, molto qualitativi.
Questo blog si articola con una sezione per ogni modello, con dubbi e domande che possono soddisfare la curiosità di chiunque.

Così, quando dovrete cercare qualche modello, basterà semplicemente usare la barra di ricerca all’interno del sito, oppure scorrere poco a poco tutti i post.

Un esempio? All’inizio del sito troveremo numerosi articoli. Ad esempio, è possibile trovare un articolo sui vari rumors di modelli che usciranno a breve, come nel caso del MacBook con 5G già nel 2020. Tutte le informazioni captate in rete, vengono infatti accumulate all’interno della sezione Notizie, per non farsi sfuggire nessuno scoop!

Ancora, troviamo articoli riguardo vecchi modelli oppure future uscite di notebook: ne è l’esempio l’articolo sui nuovi laptop Lenovo in arrivo.
Tra questi troviamo il Chromebook C340-11, erede del modello C300 dell’anno scorso, basato sempre su dimensioni di 11 pollici, ma con Cpu Intel Celeron N4000 e Gpu Intel Graphics UHD 600.

Per chiarire ogni dubbio, in conclusione, vi basterà cercare su questi siti, che vi garantiranno la presenza di tutte le informazioni possibili sul modello che state cercando.