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Ruggito Romagnolo o Volo dei Galletti? Cesena e Bari si sfidano al Manuzzi

Il cuore pulsante della Romagna si prepara a una delle sfide più suggestive del campionato cadetto. Sabato 24 gennaio 2026, l’Orogel Stadium-Dino Manuzzi sarà il teatro di Cesena-Bari, un match che profuma di storia e che, arrivati alla 21ª giornata, mette in palio punti che bruciano. In una Serie B mai così equilibrata, bianconeri e biancorossi si affrontano con obiettivi che iniziano a delinearsi chiaramente: il Cesena per blindare un posto d’onore nella griglia playoff, il Bari per dare una sterzata decisiva a una stagione finora troppo altalenante.

Il fortino bianconero: organizzazione e giovani talenti

Il Cesena di Michele Mignani — ex della sfida dalla memoria ancora fresca — arriva a questo appuntamento forte di una solidità casalinga invidiabile. I romagnoli hanno trasformato il Manuzzi in una vera e propria arena, dove l’organizzazione tattica si sposa con l’esuberanza dei propri gioielli. Gli occhi sono tutti puntati su Cristian Shpendi, il capocannoniere che sta trascinando la squadra a suon di gol e che rappresenta il pericolo numero uno per la retroguardia pugliese.

La forza del Cesena risiede nella capacità di imporre ritmi altissimi sin dal fischio d’inizio, sfruttando la spinta incessante della Curva Mare. Tatticamente, i bianconeri sanno alternare un pressing asfissiante a fasi di gestione lucida del pallone, grazie a un centrocampo dinamico dove l’estro di Berti garantisce quella imprevedibilità necessaria per scardinare le difese più chiuse.

L’ambizione del Bari: tra esperienza e voglia di riscatto

Il Bari di Moreno Longo approda in Romagna con la consapevolezza di chi non può più sbagliare. Nonostante una rosa costruita con profili di categoria superiore, i “Galletti” hanno faticato a trovare continuità, ritrovandosi spesso impantanati in zone di classifica non consone al blasone della piazza. Tuttavia, guai a sottovalutare l’orgoglio biancorosso: la squadra dispone di leader carismatici e di un reparto offensivo che, con giocatori del calibro di Falletti o il nuovo innesto Bonfanti, può risolvere la contesa in qualsiasi istante.

In trasferta, il Bari ha adottato spesso una strategia d’attesa, cercando di chiudere i varchi per poi colpire con verticalizzazioni letali. La fisicità dei propri mediani sarà fondamentale per arginare la qualità dei padroni di casa e trasformare il match in una battaglia di nervi e seconde palle.

Confronto Tattico e Previsione

Ci attende un match vibrante, giocato sul filo del rasoio. Il Cesena cercherà di fare la partita, mentre il Bari proverà a sfruttare ogni minima indecisione della difesa romagnola per colpire di rimessa. La sfida si deciderà probabilmente a metà campo: chi riuscirà a vincere i duelli individuali nelle zone nevralgiche avrà le chiavi del match.

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Il Verdetto Finale

Considerando l’equilibrio visto nella gara d’andata (decisa da un guizzo di Gytkjær per il Bari), prevediamo una gara tatticamente bloccata, almeno nella prima frazione. Il Cesena ha però qualcosa in più in termini di entusiasmo e freschezza atletica. Il pronostico punta verso una vittoria di misura dei romagnoli per 1-0 o, in alternativa, un pareggio combattuto per 1-1. Una cosa è certa: al Manuzzi sarà vero calcio.

Abitazioni antisismiche nel Nord Italia

Per comprendere la situazione sismica nel Nord Italia si utilizzano le cartine geografiche dell’Italia con la classificazione sismica al 2015 disegnata e distribuita dal Dipartimento della Protezione civile (Presidenza del Consiglio dei Ministri) Ufficio Rischio sismico e vulcanico. La suddivisione in zone è confermata nelle diverse variazioni dei Decreti Ministrativi che elaborano i testi con le norme antiterremoto che devono seguire scrupolosamente anche costruttori, ingegneri e progettisti edili. Nel NTC08/09 e 2018 si unisce una metodologia di calcolo più precisa basata sulla suddivisione del territorio italiano in punti da categorizzare in zona a rischio basso, medio, medio alto, altissimo.  I Gradi sono quattro: zona 1 intende sismicità alta, zona 2 sismicità medio alta, zona 3 sismicità medio bassa, zona 4 sismicità bassa.

Nel Nord Italia buona parte dei comuni, soprattutto verso il confine svizzero registrano una sismicità molto bassa, una zona 1 quindi rischio alto si registra nel Friuli (Terremoto del 1976). Lombardia (catena Alpi Trentine) e Liguria registrano zone sparse con livello medio. Analizzando la situazione globale italiana si conferma che il territorio italiano presenta attività sismica sull’80% della Penisola più la Sicilia, mentre la Sardegna rimane fuori dal rischio elevato. Il 20% di zone non sismiche o dal rischio basso si concentra nel Nord superando il confine di Marche, Toscana e Liguria, quest’ultima presenta la costa con sismicità 4 e i confini orientali e occidentali con rischio medio basso.

Progettare abitazioni antisismiche

Vanoncini SPA, società edile importante di Bergamo, costruisce abitazioni antisismiche in tutta Italia. Il suo fondatore, Piento Antonio Vanoncini ha introdotto nei primi anni Ottanta la costruzione con sistema a secco, applica buona parte delle conoscenze acquisite collaborando e studiando le imprese, i sistemi edili e i protocolli tedeschi (DIN). Oltre a costruire ha sviluppato delle ricerche scientifiche elaborate a livello accademico con il Politecnico di Milano.

Il sistema costruttivo a secco riesce a garantire qualità tecnica e strutturale utile per progettare abitazioni antisismiche, l’apertura del cantiere però deve essere anticipata da una’analisi del territorio e del suo rischio sismico, come abbiamo visto anche nel Nord Italia i terremoti possono mettere a rischio le case e la nostra penisola naviga su due placche, quella asiatica e africana, che cambieranno i dati e le informazioni finora scritte.

Il ruolo dell’ufficio tecnico

Le nuove norme indicate nel testo di legge NTC2018 impongono di inserire già nel progetto informazioni relative alla sicurezza antisismica delle costruzioni con test specifici sulla resistenza dei materiali, sulla possibilità di non correre rischi e salvarsi in caso di calamità. Uno degli studi tecnici Vanoncini ha questo compito, insieme ai suoi esperti, geologi e ingegneri, attua queste ricerche ed inserisce questi dati nel futuro progetto:

  • presenza di spazi definiti setti o nuclei di irrigidimento che hanno lo scopo di assorbire onde orizzontali del sisma;
  • sistemi anticollasso (gerarchia delle resistenze) che permettono in caso di terremoto forte il danneggiamento di travi o pareti prima che nelle strutture in modo che l’edificio pur non evitando crepe e danni non crolli al primo movimento
  • attenzione ai nodi strutturali che devono essere collegati con staffette specifiche e adeguate
  • presenza di dissipatori che rompendosi riescono a contrastare e disperdere l’energia del sisma che ricadrebbe sulla parte strutturale provocando l’immediata caduta dell’edificio.