Abitazioni antisismiche nel Nord Italia

Per comprendere la situazione sismica nel Nord Italia si utilizzano le cartine geografiche dell’Italia con la classificazione sismica al 2015 disegnata e distribuita dal Dipartimento della Protezione civile (Presidenza del Consiglio dei Ministri) Ufficio Rischio sismico e vulcanico. La suddivisione in zone è confermata nelle diverse variazioni dei Decreti Ministrativi che elaborano i testi con le norme antiterremoto che devono seguire scrupolosamente anche costruttori, ingegneri e progettisti edili. Nel NTC08/09 e 2018 si unisce una metodologia di calcolo più precisa basata sulla suddivisione del territorio italiano in punti da categorizzare in zona a rischio basso, medio, medio alto, altissimo.  I Gradi sono quattro: zona 1 intende sismicità alta, zona 2 sismicità medio alta, zona 3 sismicità medio bassa, zona 4 sismicità bassa.

Nel Nord Italia buona parte dei comuni, soprattutto verso il confine svizzero registrano una sismicità molto bassa, una zona 1 quindi rischio alto si registra nel Friuli (Terremoto del 1976). Lombardia (catena Alpi Trentine) e Liguria registrano zone sparse con livello medio. Analizzando la situazione globale italiana si conferma che il territorio italiano presenta attività sismica sull’80% della Penisola più la Sicilia, mentre la Sardegna rimane fuori dal rischio elevato. Il 20% di zone non sismiche o dal rischio basso si concentra nel Nord superando il confine di Marche, Toscana e Liguria, quest’ultima presenta la costa con sismicità 4 e i confini orientali e occidentali con rischio medio basso.

Progettare abitazioni antisismiche

Vanoncini SPA, società edile importante di Bergamo, costruisce abitazioni antisismiche in tutta Italia. Il suo fondatore, Piento Antonio Vanoncini ha introdotto nei primi anni Ottanta la costruzione con sistema a secco, applica buona parte delle conoscenze acquisite collaborando e studiando le imprese, i sistemi edili e i protocolli tedeschi (DIN). Oltre a costruire ha sviluppato delle ricerche scientifiche elaborate a livello accademico con il Politecnico di Milano.

Il sistema costruttivo a secco riesce a garantire qualità tecnica e strutturale utile per progettare abitazioni antisismiche, l’apertura del cantiere però deve essere anticipata da una’analisi del territorio e del suo rischio sismico, come abbiamo visto anche nel Nord Italia i terremoti possono mettere a rischio le case e la nostra penisola naviga su due placche, quella asiatica e africana, che cambieranno i dati e le informazioni finora scritte.

Il ruolo dell’ufficio tecnico

Le nuove norme indicate nel testo di legge NTC2018 impongono di inserire già nel progetto informazioni relative alla sicurezza antisismica delle costruzioni con test specifici sulla resistenza dei materiali, sulla possibilità di non correre rischi e salvarsi in caso di calamità. Uno degli studi tecnici Vanoncini ha questo compito, insieme ai suoi esperti, geologi e ingegneri, attua queste ricerche ed inserisce questi dati nel futuro progetto:

  • presenza di spazi definiti setti o nuclei di irrigidimento che hanno lo scopo di assorbire onde orizzontali del sisma;
  • sistemi anticollasso (gerarchia delle resistenze) che permettono in caso di terremoto forte il danneggiamento di travi o pareti prima che nelle strutture in modo che l’edificio pur non evitando crepe e danni non crolli al primo movimento
  • attenzione ai nodi strutturali che devono essere collegati con staffette specifiche e adeguate
  • presenza di dissipatori che rompendosi riescono a contrastare e disperdere l’energia del sisma che ricadrebbe sulla parte strutturale provocando l’immediata caduta dell’edificio.

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